We Can Be Heroes: la recensione umorale del nuovo film Netflix live action per i ragazzi e le famiglie diretto da Robert Rodriguez. Nel cast YaYa Gosselin, Pedro Pascal, Priyanka Chopra Jonas, Christian Slater, Boyd Holbrook, Christopher McDonald e Adriana Barraza.
Nel cast anche Vivien Lyra Blair, Isaiah Russell-Bailey, Akira Akbar, Lyon Daniels, Nathan Blair, Lotus Blossom, Hala Finley, Andy Walken, Dylan Henry Lau, Andrew Diaz, Taylor Dooley, Sung Kang, Haley Reinhart, J. Quinton Johnson, Brittany Perry Russell e JJ Dashnaw.
Il film debutterà su Netflix il 25 dicembre.

WE CAN BE HEROES – LA TRAMA

Quando gli invasori alieni rapiscono tutti i supereroi della Terra, i loro figli vengono portati al sicuro in un rifugio del Governo. La giovane e intelligente Missy Moreno (Yaya Gosselin) non si fermerà però davanti a nulla per salvare il suo papà supereroe Marcus Moreno (Pedro Pascal). Missy fa squadra con il resto dei giovani super per sfuggire a Miss Granada (Priyanka Chopra-Jones), la misteriosa babysitter inviata dal Governo per controllarli.
Se vogliono salvare i loro genitori, dovranno lavorare insieme usando i propri super poteri – dall’elasticità al controllo del tempo, fino alla capacità di prevedere il futuro – formando un team straordinario. Ricco di azione ed emozioni, WE CAN BE HEROES è diretto da Robert Rodriguez (SPY KIDSLE AVVENTURE DI SHARKBOY E LAVAGIRL) e vede nel cast anche Boyd Holbrook, Christian Slater, Chris McDonald e Adriana Barraza.

WE CAN BE HEROES – LA RECENSIONE

Robert Rodriguez, sopratutto con la serie Spy Kids e Planet Terror, ci ha abituato a un codice di caratteristiche stilistiche ed estetiche ben riconoscibili: una regia pulita, una presenza di personaggi esteticamente freak o cliché, una finale “mission accomplished”.

Possiamo dire, poi, che il nostro caro regista texano, è come una bicicletta Atala Hop anni ’80 a due marce: tenero/paterno, oppure spaccaossa/action. Due linee narrative e registiche che lo collocano nella collana “certezze di vedere quello che ti aspetti”.

E benché io abbia apprezzato molti dei film di Rodriguez, We Can Be Heroes fa parte della categoria tenero/paterno che si adatta al massimo a un bambino in età prepuberale.

Ci sono infatti due fattori che rendono We Can Be Heroes un film piacevole ma non memorabile: il primo di questi è senza dubbio una grafica non particolarmente raffinata che, in passato, poteva essere imputata alla mancanza di mezzi tecnici ma che oggi, dopo tutti i film dell’universo Marvel (e non solo) acquisisce il valore di scelta registica e cifra stilistica che poco si adatta a un film nel 2020 che è un “sequel a maglie larghe” di SharkBoy e LavaGirl girato dallo stesso Rodriguez nel 2005.

Il secondo è la presenza di una storia a lieto fine e vagamente natalizia meglio se contornate da bambini pieni di problemi che cercano di affrontare il mondo dei loro coetanei. In pieno stile RR.

Insomma il film è godibile e a tratti anche divertente. Ma non aspettatevi troppo. Ma neanche troppo poco.

WE CAN BE HEROES – IL TRAILER ITALIANO

Edoardo Montanari