Lupin: la recensione umorale della nuova serie francese con protagonista Omar Sy, su Netflix dall’8 gennaio 2021. Nel cast, oltre ad Omar Sy, ci saranno Hervé PierreNicole Garcia, Clotilde Hesme, Ludivine Sagnier, Antoine Gouy, Shirine Boutella Soufiane Guerrab. La serie è stata creata da George Kay in collaborazione con François Uzan e diretta da Louis Leterrier (episodi 1, 2 e 3) e Marcela Said (episodi 4 e 5). La prima parte –  Dans l’ombre d’Arsène – sarà composta da 5 episodi.

LUPIN – LA TRAMA

Da adolescente, la vita di Assane Diop è stata sconvolta quando suo padre è morto dopo essere stato accusato di un crimine che non aveva commesso. 25 anni dopo, Assane userà il libro “Arsène Lupin, ladro gentiluomo” come ispirazione per vendicare suo padre.

LUPIN – LA RECENSIONE

Il pericolo più grande di quando si gira e/o si scrive una serie ispirata ad un personaggio di fantasia storicizzato come Lupin o Sherlock Holmes o Dylan Dog (per citarne solo alcuni) è quello di non dare sufficiente spessore al personaggio rendendolo pesante e poco originale. A volte, infatti, per essere troppo aderenti all’originale, si pecca di poca fantasia nella trasposizione che risulta sciatta e priva di anima. Capita però, a volte, anche l’opposto: si esagera con l’innovazione perdendo quel quid che in personaggio di cui sopra, aveva.
In questo secondo caso, il personaggio è sì originale, ma non ha niente a che vedere con il titolo del film/serie e, spesso, la “fanbase” si mette a sacramentare sui social e organizza manifestazioni di indignazione certamente più sensate dell’assalto al campidoglio del 6 gennaio scorso ad opera dei Trumpiani.
Ma questo è un altro discorso.

Insomma, mettere le mani su di un personaggio storicizzato è sempre una bella seccatura e ci espone a diverse critiche in alto e in basso: troppo simile all’originale, poco simile all’originale, troppo aderente al libro, poco aderente al libro, troppo moderno, poco moderno e così via.

Fortunatamente, nessuno di questi casi è avvenuto nella serie Lupin, con Omar Sy.

Grazie a un escamotage furbo ma al contempo coerente, le avventure di questa serie (almeno nelle prime 5 puntate) mantengono l’anima del personaggio anche se ambientato nel tempo presente.

La storia è piuttosto semplice: Assane Diop, è un bambino immigrato assieme alla propria famiglia in Francia durante gli anni ’80 e si innamora del personaggio di Arsenio Lupin grazie ad un libro che gli regala il padre. Un fan, insomma, che possiede anche molte qualità e una resilienza che lo aiuterà prima a sopravvivere, e poi a cercare di regolare i conti con il suo passato.

Vorrei essere più specifico, ma lo spoiler è dietro l’angolo e, francamente, sarebbe un peccato rovinarvi i colpi di scena, i ribaltamenti e i flash back che durante le puntate rendono il personaggio di Assane sempre più credibile e godibile.
Un vendicatore? Sì. Anche.

Per quanto riguarda la componente “action”, la produzione è francese e, c’è poco da dire: i francesi sanno competere con gli americani per quanto riguarda questo genere di narrazione.
Chapeau! E Buona visione!

LUPIN – IL TRAILER ITALIANO

Edoardo Montanari