Necropolis – La Città dei Morti: la recensione del thriller diretto da John Erick Dowdle che sarà da questo giovedì 11 settembre nei nostri cinema. Il film ambientato nel mondo sotterraneo di Parigi, racconta l’avventura di una squadra di esploratori nel mondo delle catacombe. Nel cast Perdita Weeks, Ben Feldman ed Edwin Hodge.

NECROPOLIS LA CITTA’ DEI MORTI – LA TRAMA

Miglia di tortuose catacombe si nascondono sotto le strade di Parigi, la dimora eterna di un numero senza fine di anime. Quando una squadra di esploratori si avventura in un inesplorato labirinto di ossa, scopriranno il segreto per il quale la città dei morti era stata destinata. “Necropolis – La città dei morti” è un viaggio nella follia e nel terrore che raggiunge le profondità della psiche umana per rivelare i demoni personali che tornano a dare la caccia a ciascuno di noi.

L’inferno esiste e si trova trecento metri sotto ParigiNecropolis (titolo originale As Above As Below) è una pellicola a metà tra l’avventura e l’horror del 2014. Ambientata a Parigi, più precisamente nelle catacombe sotto la città. La pellicola narra le vicende di Scarlett, una giovane studiosa con svariati dottorati e master in simbologia e alchimia. Tutto ruota attorno alla ricerca della pietra filosofale: vuole infatti proseguire le ricerche effettuate dal padre, prematuramente scomparso senza poter portare a termine le ricerche.
Gli indizi la portano a Parigi, dove risiede la tomba di Nicholas Flamel, alchimista realmente esistito che sembra sia riuscito a creare la pietra filosofale nel XV secolo. Qui inizieranno le loro ricerche che li porteranno nelle catacombe di Parigi. Il film non è niente male.
Inizia come un Indiana Jones ben fatto: la parte di supporto culturale è corposa, le informazioni fornite veritiere. Ho dimenticato di dire che il film è un found footage…perciò inquadrature in soggettiva, mosse e talvolta molto veloci. Se siete degli appassionati del genere non è un problema, anzi, vi farà sentire parte integrante del team di esploratori. Fin qui tutto bene. La parte che può far storcere il naso è che la pellicola è definita come horror, perciò la componente horror si manifesta in forma esoterica.
Per alcuni versi ha ricordato ESP – Fenomeni Paranormali: le leggi della fisica che governano il mondo normale non sono più valide, e questo fa crollare le uniche certezze rimaste al manipolo di esploratori. Per altri versi mi ha ricordato molto Sanctum (2011): le atmosfere claustrofobiche creano pathos e mantengono alta l’attenzione. Carino il rimando al canto diciannovesimo dell’Inferno dove Dante, nella terza bolgia dell’ottavo cerchio incontra i simoniaci. «O Simon mago, o miseri seguaci che le cose di Dio, che di bontate deon essere spose, e voi rapaci per oro e per argento avolterate, or convien che per voi suoni la tromba, però che ne la terza bolgia state».
Infatti tutti i protagonisti hanno qualche brutto accadimento della loro vita da nascondere, questo li porta a vivere con rimorsi e con demoni che, adesso, saranno costretti ad affrontare. Riassumendo il film merita, un bel 4 su 5 lo prende. Sicuramente non è un capolavoro, ma è ampiamente sopra la sufficienza e si merita il vostro tempo: è fuori dal coro, la storia è innovativa e il ritmo è incessante. E’ un film curioso e interessate, trascorrerete una buona oretta e mezza immersi nei sotterranei parigini.

NECROPOLIS LA CITTA’ DEI MORTI – TRAILER

Matteo Bartolini