eXistenZ: la recensione del film del 1999 scritto e diretto David Cronenberg e interpretato da Jennifer Jason Leigh, Jude Law, Ian Holm, Willem Dafoe, Don McKellar, Callum Keith Rennie, Sarah Polley e Christopher Eccleston.

Profeta delle avventure e dell’incontro del nostro corpo con la tecnologia, della carne con il metallo e la plastica,  il regista canadese è uno dei pochi ad essersi imposto nel cinema di genere per poi essere riconosciuto dalla critica come un autore dotato di un mondo e di uno stile inconfondibili.
Con il suo quindicesimo lungometraggio, il regista completa la sua filosofia esistenzialista aggiungendo la tecnologia videoludica ai suoi temi ricorrenti dando prova di saper applicare un pensiero strettamente correlato al secolo scorso a tematiche più contemporanee. L’esistenzialismo di eXistenZ si rivela anche nella costruzione dei due protagonisti interpretati da Jude Law e da Jennifer Jason Leigh.
Dal loro rapporto platonico e allo stesso tempo carico di erotismo, si intuisce la fissazione di Cronenberg per i legami interpersonali anomali come aveva mostrato tre anni prima in Crash. Al contrario però del film del 1996, in eXistenZ, il regista sceglie di non mostrare mai una scena di sesso esplicito ma di costruire una tensione sessuale costante ed erotizzante. Grazie a questa eleganza di stile del nascondere per rivelare, Cronenberg sembra anche suggerir una riflessione sulla figura dell’attore, intesa come persona e che nella sua etimologia latina significa maschera, mostrando così i labili confini tra essenza e apparenza, tra fenomeno e noumeno. Che acume e che malizia!

Pescando nell’inquietudine del futuro e delle mutazioni del corpo Cronenberg ha sempre messo al centro delle sue riflessioni cinematografiche l’esistenza umana, affrontandola con una reale comprensione di ciò che è la sua condizione. Con eXistenZ Cronenberg fa un’ulteriore passo, affiancando la tecnologia al costante tentativo umano di evadere dalla realtà (con la sua caducità).
Ma al contrario di come si possa pensare, Cronenberg ha una visione lucida, brillante sulla tecnologia poiché se la tendenza del senso comune è quella di credere che la tecnologia disumanizzi, per Cronenberg è invece esattamente il contrario: “non esiste alcun altro tipo di tecnologia se non quella umana”. La tecnologia è interamente umana. In effetti come poter non riflettere su questa semplice affermazione se si considera che la tecnologia non sia altro che il prodotto di una mente ( o delle menti) e di uno spirito creativo che l’ha inventata?
Attraverso la tecnologia perciò Cronenberg cerca di rappresentare quello che l’uomo è, quello che desidera e quello di cui ha paura con le sue ispirazioni e le sue fantasie.

eXistenZ è il nome di un dispositivo che permette a chi ne fruisce di avere un’esperienza virtuale e mimetica della realtà. L’apparecchio funziona attraverso un particolare sistema di collegamenti biologici che si installano nel corpo umano passando attraverso un foro che viene fatto nella spina dorsale.
Pur nell’esasperazione della fantasia dell’autore, questo dispositivo sembra un’annunciazione profetica di ciò che sta avvenendo ora e che Cronenberg poteva solo speculare nel lontano 1999. eXistenZ è un videogioco in first person shot (prima persona), una tecnica quest’ultima che sta ottenendo un incredibile interesse negli ultimi anni da parte degli studiosi e che dal videogame si sta espandendo anche alla Settima arte. Ne ha dato una brillante prova il regista russo Ilya Naishuller con il suo attualissimo Hardcore. 
eXistenZ non solo racconta una storia, ma la fa percepire allo spettatore come un’esperienza disturbante e ipnotizzante. eXistenZ è una dimostrazione di come si possa costruire più realtà attraverso l’uso della mente che del corpo, preannunciando ancora una volta la direzione che il genere umano sta prendendo: rinunciare temporaneamente al proprio corpo per avere esperienze iper-reali. Già nel 1985 il cinema come apparato tecnologico aveva portato nel mondo un’esperienza fisica del tutto innovativa, trascinando le persone che decidevano di sedersi in una sala buia di fronte a uno schermo a rinunciare all’attività motoria del proprio corpo – paralizzandolo letteralmente- per lasciarsi sedurre dalle emozioni che esso emanava, e ora è come allora, soltanto che il progresso tecnologico avanza inesorabile, portando al cinema ulteriori innovazioni. Il cinema non sta affatto morendo, sta semplicemente cambiando pelle e si sta riconfigurando in sinergia con tutti gli altri dispositivi mediali contemporanei.

eXistenZ è un prodotto antesignano di questa contemporaneità che trasuda ambiguità da tutti i pori, fornicando ora con la realtà ora con la finzione. Del resto, quanto è più vera un’esperienza visuale se vista con occhi propri o attraverso un intermediario (medium)? Se ci emozionassimo davanti a una Mona Lisa ripresa dalla telecamera di un documentario considereremmo quell’emozione più fasulla di quella provata all’interno del Louvre?
La provocazione di Magritte ( La Trahison des images 1929) sull’oggetto reale e la sua rappresentazione è ancora del tutto aperta. Anche se ora non siamo più così sconcertatamente estranei ai simulacri del reale.

EXISTENZ – TRAILER ITALIANO

Anna Pennella