La recensione di Money Monster-L’altra faccia del denaro, un film di Jodie Foster con George Clooney, Julia Roberts, Jack O’Connell, Dominic West, Caitriona Balfe, Giancarlo Esposito, Lenny Venito, Emily Meade, Olivia Luccardi, Chris Bauer, Katrina E. Perkins, Aly Mang, Dennis Boutsikaris, Joseph D. Reitman, Christopher Denham, Darri Ingolfsson. Nelle nostre sale da giovedì 12 maggio.

MONEY MONSTER – LA TRAMA

Dopo alcuni episodi di House of Cards e Orange Is The New BlackJodie Foster torna dietro la macchina da presa per Money Monster-L’altra faccia del denaro, pellicola ben al di sotto delle potenzialità della ex agente CIA, come ci piace ricordarla. Tallonando una storia fatta di clichè e luoghi troppo affollati da una cinematografia poco innovativa, la Foster si limita ad abbozzare i danni dell’economia finanziaria ai tempi della globalizzazione, senza scendere però più in profondità della superficie.  Lee Gates (George Clooney) è un presentatore televisivo da strapazzo che, tra un balletto e una battuta, consiglia ai suoi spettatori come investire in borsa. Ad amplificare gli scricchiolii dovuti al prossimo abbandono della regista del programma (Julia Roberts), contribuisce Kyle (Jack O’Connell), un futuro papà ventiquattrenne che fidandosi di Clooney ha investito tutti i suoi risparmi in titoli mostratisi poi fallimentari. Misteriosamente entrato negli studio, sequestra Gates in diretta e chiede un pubblico mea culpa al responsabile della scomparsa dei suoi soldi e qualche spiegazione, pena la morte del malcapitato buontempone Clooney. Money Monster, questo il titolo della trasmissione, che stringe l’occhiolino più o meno velatamente a Mad Money della CNBC, tenta di proseguire il discorso iniziato da Condon in  Quinto Potere, senza riuscire ad eguagliarlo per efficacia ed impatto emotivo. Nonostante l’immancabile verve di Clooney -sempre fantastico in ruoli auto-ironici-, e della Roberts , cui può essere riconosciuta la capacità di reggere buona parte della narrazione  oltre che delle negoziazioni con l’attentatore, Money Monster pecca di quella stessa leggerezza e miopia comportamentale di cui lamenta le catastrofiche conseguenze.

Peccato anche per qualche grossolanità di regia, che non rende giustizia alle interpretazioni di Dominc West e Giancarlo Esposito, che finiscono per essere veloci epifanie. Ad un thriller “finanziario” preferisce una successione di soluzioni ben poco avvincenti a partire dalla sceneggiatura, da cui ci si sarebbe potuti aspettare di più, specie considerando che pressochè tutto il film si svolge sul palcoscenico dello studio televisivo. Pregio del film sono i ritmi serrati con cui viene ritratta la “scommessa su Dio” dell’uomo-qualunque del terzo millennio, che per veder moltiplicati i propri risparmi punta in borsa. Interessante la scelta di declinare la vicenda sulla comunicazione giornalistica, soggiogante nella sua pretesa di verità. Ma parafrasando la Roberts, che senza lasciare adito a dubbi afferma che, nonostante le apparenze “noi giornalismo non lo facciamo proprio”, lo stesso rimprovero sulla natura thriller della pellicola potrebbe essere mossa alla Foster senza troppi rimorsi.

MONEY MONSTER – TRAILER

Erica Belluzzi