Dieci Piccoli Indiani (And Then There Were None): la recensione della miniserie tratta dal genio di Agatha Christie. Un mistero, tre puntate per la serie televisiva britannica trasmessa da BBC One nel 2015. Lo show è stato scritto da Sarah Phelps ed è basato sul romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Nel cast Douglas BoothCharles DanceMaeve DermodyBurn GormanAnna Maxwell Martin, Sam NeillMiranda RichardsonToby StephensNoah Taylor Aidan Turner.

DIECI PICCOLI INDIANI (AND THEN THERE WERE NONE) – LA TRAMA

And Then There Were None è una miniserie televisiva britannica trasmessa da BBC One nel 2015. La serie, composta da tre puntate, è stata scritta da Sarah Phelps ed è basata sul romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.

DIECI PICCOLI INDIANI (AND THEN THERE WERE NONE) – LA RECENSIONE

“Dieci poveri soldatini se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione, solo nove ne restar.
Nove poveri soldatini fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato, otto soli ne restar”.

Una meraviglia: ecco cos’è And Then There Were None, l’adattamento di uno dei libri più popolari di Agatha Christie. La miniserie inglese è molto fedele al romanzo, ma allo stesso tempo riesce a essere unico, grazie a un impianto narrativo costruito tra momenti al presente e flashback del passato tormentato in cui vengono descritte le luci e le ombre dei protagonisti.
Il passato torna sempre per ricordare a tutti cosa hanno fatto, con allucinazioni e visioni, inserite come conseguenze alle scelte crudeli del passato.

Otto sconosciuti vengono persuasi a ritirarsi dalle loro vite travagliate e recarsi a Soldier Island, una roccia isolata al largo della costa del Devon, dove non tutto è come sembra. Loro vengono invitati nell’agosto del 1939 a Nigger Island, dai misteriosi coniugi Owen e troveranno sul posto i domestici Thomas e Ethel Rogers, che fanno le veci dei padroni di casa, misteriosamente assenti. Durante la cena un’inquietante voce proveniente da un grammofono accusa tutti i presenti (domestici inclusi) di aver commesso un omicidio in passato e che ora dovranno pagare con la vita la loro colpa.

“Otto poveri soldatini se ne vanno a passeggiar:
uno, ahimè, è rimasto indietro, solo sette ne restar.
Sette poveri soldatini legna andarono a spaccar:
un di lor s’infranse a mezzo, e sei soli ne restar.
I sei poveri soldatini giocan con un alvear:
da una vespa uno fu punto, solo cinque ne restar”.

La seconda parte, di tre, dell’adattamento della BBC del capolavoro di Agatha Christie Dieci Piccoli Indiani è un grande involucro di ansie, sospetti, misteri e omicidi.
E’ un incubo, un sogno inquietante, che ha preso i personaggi dell’isola e dal quale non possono sfuggire. Vi è una potente rassegnazione nella storia di questo episodio, uno stato d’animo che, in qualche modo, da qualche parte, deve sempre riaffiorare. La consapevolezza oscura del male qui non trova sollievo, anzi: con un crescendo di inquietudine, turbamento e angoscia i “soldatini” iniziano a temere per la loro vita, senza via di scampo.
Mentre il sole lascia il posto alla sera e i lampi del temporale scandiscono le ore che passano in un’atmosfera spettrale dal sapore di morte.

Questa puntata è piena di psicologia sul comportamento umano e analizza e decompone la struttura morale dei personaggi, attraverso brillanti flashback, avvincenti e misteriosi.
Esattamente come il giallo originale.

Dei padroni di casa – il signore e la signora U.N. Owen – non c’è alcun segno e gli occupanti della casa iniziano a capire che in realtà non sono dei nomi reali (Unknowen in inglese significa Sconosciuto).
La puntata così rapidamente degenera verso il terrore puro, quello di otto persone rinchiuse in una casa isolata nel mezzo del mare, tra temporali e luci elettriche difettose.
Con la consapevolezza che la caccia è aperta e l’assassino colpirà uno di loro da un momento a l’altro e con il dubbio che, forse, tra i soldatini sopravvissuti, si nasconda anche il loro carnefice.

Nel secondo capitolo il thriller psicologico si colora di giallo, il mistero si tinge di nero con le visioni dei personaggi perseguitati dai fantasmi del passato.
Nessuno è innocente, nessuno è al sicuro.
Tutti dovranno affrontare il proprio destino e inizieranno i sospetti del tutti contro tutti.
Mentre la carneficina continua…

“Cinque poveri soldatini un giudizio han da sbrigar:
un lo ferma il tribunale, quattro soli ne restar.
Quattro poveri soldatini salpan verso l’alto mar:
uno un granchio se lo prende, e tre soli ne restar.
I tre poveri soldatini allo zoo vollero andar:
uno l’orso ne abbrancò, e due soli ne restar.
I due poveri soldatini stanno al sole per un po’:
un si fuse come cera e uno solo ne restò.
Solo, il povero soldatino in un bosco se ne andò:
a un pino s’impiccò, e nessuno ne restò”.

Nel terzo episodio continuano gli omicidi: questa volta la “statuetta” che cadrà sarà quella del giudice, trovato morto con un colpo di pistola alla testa.
Così rimangono solo quattro “soldatini”: Vera Claythorne, Philip Lombard, il dr. Armostrong e William Blore.

Tutti sono sospettati, tutti meritano una punizione.
“Forse siamo già morti e non lo sappiamo, e questa è la punizione dell’inferno”.

In preda alla disperazione decidono di bere e di stordirsi con alcol e droghe, per poter dormire, per poter avere pace, anche solo per un’ora. D’altronde l’attesa è devastante; il non sapere chi sarà il prossimo a morire e a subire la giusta punizione – che scenderà implacabile su ciascuno di loro – è una tortura psicologica che solo la morte può allietare.E questa è la grandissima forza della serie (così come lo era del romanzo): lo spettatore, così come i personaggi, assorbe tutto lo smarrimento, la disperazione, l’angoscia, la paura e la claustrofobia di un ambiente da cui non si può scappare.

“Quattro poveri soldatini salpan verso l’alto mar:
uno un granchio se lo prende, e tre soli ne restar.
I tre poveri soldatini allo zoo vollero andar:
uno l’orso ne abbrancò, e due soli ne restar.
I due poveri soldatini stanno al sole per un po’:
un si fuse come cera e uno solo ne restò.
Solo, il povero soldatino in un bosco se ne andò:
a un pino s’impiccò, e nessuno ne restò”.

In questo enigma mortale con le caratteristiche della camera chiusa siamo in balia degli eventi, proprio come i “poveri soldatini”.
Non c’è redenzione, tutti meritano la giusta punizione. 
Questa bellezza oscura della punizione mantiene sempre viva la tensione enfatizzando i comportamenti paranoici e folli degli ospiti. Trascinandoci verso il bellissimo finale.

Solo, il soldatino in un bosco se ne andò: ad un pino s’impiccò e nessuno ne restò”.

DIECI PICCOLI INDIANI (AND THEN THERE WERE NONE) – IL TRAILER

Marco Visco