Under The Skin: la recensione del film diretto dal regista Jonathan Glazer e con protagonista Scarlett Johansson. La pellicola, in uscita nelle nostre sale cinematografiche il 28 agosto, vede nel cast anche Paul Brannigan, Jessica Mance, Joe Szula, Krystof Hádek e Scott Dymond.

UNDER THE SKIN – LA TRAMA

Under the Skin è un film diretto da J. Glazer del 2013. La pellicola narra le vicende di un essere alieno che assume la forma di ragazza giovane ed estremamente bella, Scarlett Johansson. A bordo di un furgone, tale essere, con il nome di Laura, inizia a girare per la Scozia cercando di attirare tutti gli uomini con cui entra in contatto. Una volta sedotti vengono condotti in un ambiente surreale, e qui imprigionati all’interno di un liquido viscoso. Laura/Scarlett sembra dover svolgere un compito, per questo non è in nessun modo mossa da sentimenti umani, neppure quelli di compassione e pietà, come per esempio succede nella scena ambientata sulla spiaggia. Tutto ciò prosegue finché non incontra un giovane vergine, affetto da una grave malattia. Durante il rapporto con tale ragazzo viene colta da pietà e anziché imprigionarlo lo lascia fuggire. 

A partire da questo avvenimento sembra rifiutare la sua condizione di essere alieno/superiore e decide di sperimentare le sensazioni umane, come assaporare un dolce o fare del sesso, voluto, con un uomo. Sopraffatta da tutte le nuove sensazioni, si trova a scappare dagli esseri umani nel bel mezzo di una foresta. Qui viene trovata da un taglialegna che tenterà di violentarla. Partiamo dal presupposto che veder recitare Scarlett Johansson è davvero un piacere, dà senso alla definizione “Settima Arte”: ormai sta raggiungendo dei livelli altissimi e poi in questo film…c’è la sua prima scena di nudo integrale!
Però effettivamente il film è molto riflessivo: sicuramente non è adatto a tutti ed è poco scorrevole. Un aspetto vi colpirà estremamente ed è quello dell’audio: la scelta dei suoni e dei rumori di fondo sembra essere molto studiata. Soprattutto quella ambientata all’interno del liquido dove sono imprigionati gli uomini.
Globalmente il film non ci è piaciuto: a livello tecnico è decisamente elevato, però siamo dell’idea che il cinema dovrebbe essere un’attività volta a farci svagare, rilassarci senza farci pensare ai problemi che ci affliggono. Al contrario questo film richiede un grado di attenzione estremamente elevato e se non si riesce a dare la concentrazione che merita, diventa uno stillicidio, non si aspetta altro che termini la visione per potersene andare a casa, infastiditi per aver buttato via centoquattro minuti del proprio tempo. 

UNDER THE SKIN – TRAILER

Matteo Bartolini