The Legend of Tarzan: la recensione del film di David Yates del 2016 con Alexander Skarsgård, Margot Robbie, Samuel L. Jackson e Christoph Waltz.

Londra, un po’ di anni dopo gli eventi universalmente conosciuti su Tarzan. L’uomo delle Scimmie ha riacquistato un’identità civile, s’è scoperto erede di un’ingente fortuna e ha sposato la sua bella, che poi scopriremo essere la figlia di un’esploratore che insegnava l’inglese in un villaggio di nativi nel Congo (il film animato del ’99 era stato più fedele a Edgar Rice Borroughs, Jane arrivava in Africa già grandicella e pronta per i sospiri amorosi).

Il re del Belgio Leopoldo s’è indebitato troppo durante le sue campagne di conquista africane, e per risanare i debiti manda il funzionario Leon Rom a cercare diamanti. Rom li trova presso un capotribù che ha sete di vendetta: cederà le pietre se in cambio Rom gli porterà Tarzan, che anni addietro gli aveva ucciso il figlioletto.

Così Tarzan viene attirato in Africa con dolce moglie al seguito, ma vengono ben presto separati da Rom, a sua volta affascinato dalla caparbietà di Lady Tarzan.

The Legend of Tarzan è un fumettone avventuroso sulla figura più famosa della giungla africana. Il suo antecedente animato aveva una dignità diversa e ben più elevata: vedere un uomo lanciarsi da un albero all’altro con le liane funziona bene in un cartone, è un po’ più difficile da credere quando nel film recitano attori in carne ed ossa. Tra l’altro il film della Disney vantava un invidiabile cura del disegno; qui al massimo c’è un uso eccessivo e sregolato degli effetti speciali. David Yates, regista di due Harry Potter, mantiene dei film sul maghetto la fotografia dai toni freddi e tendenti al blu. Inutile e fastidioso il 3D.

Alexander Skarsgård ha un’unica espressione per tutto il film (sospettiamo che l’abbiano ingaggiato solo per mostrare i muscoli). Margot Robbie, che ci aveva abituato a ruoli più complessi, fa qui la bambolina malgrado le volontà del regista di promuoverla da spalla a protagonista, in qualità di sposa tosta e caparbia. Come spesso succede in film del genere, i personaggi di contorno sono i più riusciti: è il caso di Samuel L. Jackson, a cui viene affidata la parte del nero civilizzato incaricato di accompagnare Tarzan nel recupero di Jane. Menzione a parte – come sempre – per Christoph Waltz: quando deve fare il cattivo non lo ferma nessuno.

THE LEGEND OF TARZAN – TRAILER ITALIANO

Francesca Sordini