Soul: la recensione del film d’animazione Pixar, apertura della 15esima edizione della Festa del Cinema di Roma. Il film è diretto dal vincitore del premio Oscar Pete Docter (di “Inside Out” e “Up”), co-diretto da Kemp Powers (di “One Night in Miami”) e prodotto dalla candidata all’Oscar Dana Murray, PGA (del cortometraggio Pixar “Lou”).
Il lungometraggio Disney-Pixar non avrà un’uscita in sala e approderà direttamente in streaming su Disney+ il 25 dicembre 2020.

SOUL – LA TRAMA

Il protagonista di Soul è Joe Gardner, un insegnante di musica di scuola media che ha l’occasione di suonare nel migliore locale jazz della città. Un piccolo passo falso lo proietterà dalle strade di New York fino a un luogo fantastico in cui le nuove anime ricevono personalità, peculiarità e interessi prima di andare sulla Terra. Determinato a ritornare alla propria vita, Joe si allea con 22, un’anima ancora in formazione che non capisce il fascino dell’esperienza umana. Mentre Joe cerca disperatamente di mostrare a 22 cosa renda la vita così speciale, troverà le risposte alle questioni più rilevanti della nostra esistenza.

SOUL – LA RECENSIONE

Cos’è che ti rende ciò che sei? Il nuovissimo lungometraggio firmato Pixar Animation Studios, prova a rispondere a questa domanda facendoci conoscere la storia di Joe Gardner, un insegnante di musica a cui si presenta l’occasione che aspetta da una vita, suonare nel migliore jazz club della città. La sua è più di una passione: la musica (e il jazz nello specifico) è la sua ragione di vita, la prima cosa a cui pensa appena sveglio e l’ultima prima di andare a dormire.
Ma un piccolo passo falso lo porta dalle strade di New York a The Great Before, un luogo fantastico dove si è ritrovato sfuggendo dal The Great Beyond e dove si creano le personalità, l’identità e gli interessi delle nuove anime prima che queste tornino sulla Terra. Lì, i mentori vengono assegnati alle anime che hanno bisogno di un piccolo aiuto per dare loro la scintilla di cui hanno bisogno per vivere veramente. Determinato a riprendersi la sua vita per suonare il piano nella band di Dorothea Williams, Joe diventa il mentore di 22, un’anima precoce che non ha mai compreso il fascino dell’esperienza umana. Mentre Joe cerca disperatamente di mostrare a 22 la bellezza della Terra, scoprirà le risposte ad alcune delle domande più importanti della sua vita.
Soul si inserisce perfettamente tra Inside Out e la serie The Good Place in un miscuglio di genere in continua evoluzione. La pellicola è una girandola passionale imprevedibile che mescola, con grandi intuizioni, la comicità al sentimentalismo più puro.
Uno straordinario viaggio emotivo tra il mondo reale e quello fantastico.

SOUL – IL TRAILER

Marco Visco