Peninsula: la recensione del film horror diretto da Yeon Sang-Ho, seguito stand alone di Train to Busan (leggi la recensione).
Nel cast Gang Dong-won, Lee Jung-hyun, Kwon Hae-hyo, Kim Min-jae, Koo Kyo-hwan, Kim Do-yoon, Lee Re e Lee Ye-won.
Il film è stato presentato in concorso durante la 15esima edizione della Festa del Cinema di Roma.

PENINSULA- LA TRAMA

Quattro anni dopo l’apocalisse zombie raccontata da Train to Busan, la penisola coreana è completamente devastata e isolata dal resto del mondo. È una terra dimenticata da Dio e dagli uomini. Jung-seok, un ex militare che era miracolosamente riuscito a fuggire a Hong Kong, si imbatte in un delinquente americano che gli affida un allettante quanto pericolosissimo incarico: dovrà recuperare un camion abbandonato nel centro di Seoul entro un limite di tempo e poi fuggire silenziosamente dal paese. Durante la missione, inaspettatamente, Jungseok scoprirà un gruppo di sopravvissuti…
Nuova storia e nuovi personaggi (Peninsula non è un sequel: si svolge semplicemente nell’universo narrativo di Train to Busan), ma l’adrenalina è sempre la stessa e anche lo sguardo è sempre lo stesso: è lo sguardo di Yeon Sang-ho! Primo successo commerciale estivo post-Covid in Corea, questo travolgente action blockbuster (come Train to Busan) era stato selezionato dal Festival di Cannes 2020.

PENINSULA – LA RECENSIONE

Se Train to Busan ci ha raccontato il modo in cui il virus riuscì ad annientare l’intera Corea del Sud e inscenato una guerra con gli zombie sotto il sole, Peninsula si svolge quasi interamente di notte e mostra come, dopo 4 anni di pandemia, i sopravvissuti abbiano imparato a trattare con i morti-viventi e a usarli per ottenere tutto ciò che vogliono. E’ un action zombie movie, in cui il movimento, fatto di inseguimenti in macchina e combattimenti sparatutto, si mischia con la lotta disperata per la sopravvivenza. Di tutti i personaggi. Il film racconta la storia di persone normali che improvvisamente devono reagire di fronte a una pandemia (ahimè) e ai sentimenti e valori umani che vengono messi a dura prova difronte alle barbarie che ne scaturiscono.

Peninsula trova energia nelle scene d’azione: le ondate di zombi che si precipitano sugli eroi in un tunnel buio, che cadono da un ponte o vengono illuminati dalla luce della luna sono ciò che rende piacevole e “divertente” la pellicola. Purtroppo, però, non è completamente originale e incappa in luoghi comuni da survival horror in un futuro distopico alla Mad Max.
Ed è questo, forse, che non ha funzionato a pieno.

PENINSULA – IL TRAILER UFFICIALE

Marco Visco