Miss Marx: la recensione del film diretto da Susanna Nicchiarelli, con Romola Garai, Patrick Kennedy, John Gordon Sinclair, Felicity Montagu, Karina Fernandez ed Emma Cunniffe. La pellicola è stata presentata in concorso alla 77.Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e arriverà nei nostri cinema il 17 settembre 2020.

MISS MARX – LA TRAMA

Brillante, colta, libera e appassionata, Eleanor è la figlia più piccola di Karl Marx:  tra le prime donne ad avvicinare i temi del femminismo e del socialismo, partecipa alle lotte operaie, combatte per i diritti delle donne e l’abolizione del lavoro minorile. Quando, nel 1883, incontra Edward Aveling, la sua vita cambia per sempre, travolta da un amore appassionato ma dal destino tragico.

MISS MARX – LA RECENSIONE

Dopo aver vinto con Nico, 1988 nella sezione orizzonti, Susanna Nicchiarelli ritorna al Festival di Venezia con Miss Marx, in gara per il leone d’oro.
La Miss in questione è Eleanor Marx, terza e ultima figlia di Karl, si proprio quel filosofo e teorico politico padre del socialismo e della lotta di classe. È Eleanor che porta avanti l’eredità paterna, lottando per i diritti dei lavoratori, contro il lavoro minorile, a favore del suffragio universale e le pari opportunità nell’istruzione.

Come i lavoratori sono vittime della tirannia degli inoperosi, le donne sono vittime della tirannia degli uomini.

Nel privato, però, impareremo a vedere un altro profilo: meno determinata, incapace di mettere fine alla relazione con il suo compagno di vita Edward Aveling, con il quale condivide le stesse idee politiche e di avversione a doveri istituzionali come il matrimonio. Ma la condivisione di intenti può poco davanti a uno sperperatore cronico di soldi, nonché traditore incallito.

Il doppio registro narrativo del film pubblico/privato ci restituisce un quadro psicologico completo della protagonista. Se infatti nel pubblico si osserva la sua attività politica e intellettuale, la sua sicurezza e determinazione, nel privato possiamo scrutare tutta la sua insicurezza, l’inadeguatezza rispetto all’ingombrante figura del padre a cui è legatissima, nonché il tossico rapporto con lo stesso Edward.

Una rilettura punk della donna che fu, grazie anche ad uno scrupoloso lavoro di ricerca: è la stessa regista a confermarci che tutto ciò che dice o fa Eleanor corrisponde a certosina verità. Ad impreziosire il lungometraggio la bravura di Romola Garai, che presta anima e corpo a far rivivere questa donna unica, a suo modo. Ad ammissione della stessa registra tutto quello che dice o fa Eleanor è vero, frutto di uno scrupoloso lavoro di ricerca.

La scelta di utilizzare musiche moderne può ricordare il film Marie Antoinette di Sofia Coppola, unica somiglianza tra i due film. Miss Marx non è infatti soltanto una biografia, ma un documento che, proprio attraverso elementi moderni, ci ricorda quanto alcune battaglie siano ancora attuali.

MISS MARX – TRAILER

Sara Gentili