The Crown: la recensione della prima stagione della serie drammatica Netflix sull’ascesa di Elizabeth II verso la corona del Regno Unito. Il format è costituito da 10 episodi di 50 minuti circa ed è disponibile su Netflix dal 4 novembre 2016.

In realtà The Crown non è semplicemente una serie che si focalizza sulla royal family ma, anche e soprattutto, sulla storia dell’Inghilterra post- bellica.
Peter Morgan propone una storia che indaga i presupposti politico-sociali che diedero vita agli anni ’50 nel Regno Unito. Il cast è composto principalmente da attori inglesi: Claire Foy che ha principalmente lavorato in tv, conosciuta per aver lavorato in Little Dorrit, serie tv per BBC; Matthew Robert, anche lui ha lavorato parecchio in tv ottenendo 4 premi per Eleventh Doctor (BBC); Jared Harris conosciuto per aver interpretato Lane Pryce nella serie tv targata AMC, Mad Men, infine David Robert Jones di Fringe (FOX). Unica eccezione fatta è per John Arthur Lithgow, attore americano che ha ricevuto due Tony Awards, 5 Emmy, due Golden Globe, due Screen Actors Guild Awards.

Si tratta di un cast di buon livello, con due attori che alzano la posta in gioco molto in alto e sicuramente Netflix, che ha speso per questa serie il budget più alto finora, ha puntato molto su di essi. Gli attori sono gli alfieri della serie tv.
Una scelta saggia visto che il drama è costruito sui dialoghi, gli attori si spostano di continuo e sono sempre messi in rilievo. Il cast in The Crown fanno la serie, gli attori occupano tutto lo spazio.
Non dev’essere stato facile interpretare i membri della famiglia reale mostrandoci le loro sfumature più umane. Il lavoro che fanno gli attori è infatti quello di intrecciare relazioni, di esporre i personaggi della famiglia reale all’umanità/audience.
Morgan toglie la maschera sociale a ogni suo personaggio. Che tu sappia o non sappia costruire suspense o tensione (e non è questo il caso), Claire Foy innesca la tensione quando sta scegliendosi il cappotto o il cappello da indossare quel giorno.
Eppure è stata una scelta bizzarra quella di raccontare la storia di Queen Elizabeth, perché se da un lato vuoi costruire una serie sontuosa sulla corona inglese sperando di attirare abbastanza spettatori per poter girare più di sei stagioni, stai giocando sicuro; ma allo stesso tempo stai anche giocando grosso, se parli di un personaggio così contemporaneo e importante come la regina d’Inghilterra.
Per molti versi, sembra che la regina Elisabetta sia l’opposto rispetto al personaggio del drama, con la sua presenza mite, la sua passione per i cani e i cavalli, la mancanza di nemici politici. Lei non esibisce nessuna rabbia di Henry VIII, o la pazzia di King George III, o la forza di Elizabeth I, insomma i tratti tipici che potrebbero dare qualità a una star.
Ma The Crown è un ottimo prodotto, indipendentemente anche dall’immagine della sua eroina, un’immagine che ha comunque ispirato suo zio, il re Edward VIII, a chiamarla segretamente Shirley Temple.

Lo show, ideato e scritto da Peter Morgan di The Queen e di Frost/Nixon, è coinvolgente, ben girato e ben recitato, ricco di eventi storici postbellici, e progettato con un occhio acuto che indaga la psicologia dei personaggi.
Gli episodi avanzano in modo elegante, con molti colpi di scena piazzati accuratamente, come delle mine sugli angoli di un diamante. La storia rivela lentamente un’imperturbabile Elizabeth, e la sua ascesa verso l’occasione di farsi carico delle responsabilità che comporta indossare una corona, evento che le capitò a 25 anni, dopo la morte di suo padre, George VI, lo stesso George che abbiamo visto ritratto in «The King’s Speech».
Durante la stagione la vediamo crescere, mentre la vediamo proteggere il suo matrimonio con l’eccentrico Philip dagli oppressivi costumi reali, e la vediamo forgiare il suo rapporto con il Prime Minister Winston Churchill.
La scrittura umanizza ogni personaggio, così come fanno gli attori che li interpretano.
Clair Foy è moto brava, recita con un’aurea innocente.
The Crown è una serie piacevole e intensa, ma in modo delicato, sofisticato: del resto ciò di cui parla è la storia di esseri umani.

THE CROWN – TRAILER ITALIANO

Anna Pennella