La recensione de “La Trattativa” di Sabina Guzzanti, con Enzo Lombardo, Sabina Guzzanti, Sabino Civilleri, Filippo Luna, Franz Cantalupo, Michele Franco, Nicola Pannelli, Claudio Castrogiovanni, Sergio Pierattini, Maurizio Bologna e Ninni Bruschetta, prodotto da Secol superbo e sciocco produzioni S.r.l. e Cinema S.r.l., al cinema dal 2 ottobre distribuito da BIM.

LA TRATTATIVA – LA TRAMA

In questo film, Sabina Guzzanti fa mettere in scena ad un gruppo di lavoratori dello spettacolo la storia di una delle pagine più inquietanti ed ancora, per molti versi, oscure della nostra storia recente, quella della trattativa fra Stato e mafia che sarebbe avvenuta all’indomani delle stragi mafiose del 1992-1993, allo scopo, per lo Stato, di far cessare le stragi e gli attentati, e, per Cosa Nostra, per ottenere diversi benefici, in primo luogo la revisione del regime di carcere duro previsto dal “41 bis” per molti suoi boss, e per trovare un nuovo referente politico dopo la fine della Dc, che sarebbe poi stato individuato nel nascente partito di Forza Italia. Il film ripercorre quindi con attenzione tutti gli eventi di quegli anni, non tanto le stragi come quella di Capaci, via D’Amelio, via dei Georgofili a Firenze e via Palestro a Milano, ma soprattutto tutti gli incontri “segreti” che vi sarebbero stati fra esponenti di Cosa Nostra, o politici ad essa molto vicini come l’allora sindaco di Palermo Vito Ciancimino, e uomini delle istituzioni, e i risultati a cui avrebbero portato. Vi sono poi alcuni flash-back con un periodo più recente, quello dal 2008 ad oggi, in cui prima Massimo Ciancimino, il figlio di Vito, e poi alcuni pentiti hanno iniziato a parlare della trattativa intercorsa anni addietro. 

E’ sconvolgente vedere, in particolare, come moltissimi politici di quegli anni, e anche di anni più recenti, spesso considerati al di sopra di ogni sospetto, si sarebbero invece adoperati, in qualche modo, per favorire la mafia, mentre il giudice Paolo Borsellino sarebbe stato ucciso proprio perché aveva capito che si stava per intavolare tale trattativa, a cui si sarebbe opposto. Vi è da osservare, però, che quanto raccontato nell’opera della Guzzanti non corrisponde ancora ad una verità processuale, ma si basa principalmente su quanto riportato dai collaboratori di giustizia e da altri testimoni, e ciò, oltre a rappresentare un limite per il film, ha anche dato adito ad alcune polemiche e critiche, come quelle mosse dall’allora procuratore di Palermo Gian Carlo Caselli, che “compare”, interpretato da un attore, in alcune scene della pellicola, secondo il quale essa “contiene sviste ed omissioni. E’ un film offensivo”. Quella della trattativa fra stato e mafia, del resto, è una storia ancora molto delicata, che getta un’ombra inquietante un po’ sull’intera classe politica italiana, ed è probabilmente ancora presto perché si riesca a sapere tutta la verità in proposito, visto che in Italia rimangono avvolti nel mistero anche fatti avvenuti molto tempo prima, ma è importante che intanto se ne parli, auspicando che vi sia una maggiore presa di coscienza nell’opinione pubblica su quei fatti che spinga le istituzioni a fare chiarezza, e il film della Guzzanti, al netto delle polemiche, può costituire un valido contributo a ciò.

LA TRATTATIVA – TRAILER

Luca Fiorucci