Kingsman- Secret Service: la recensione del film diretto da Matthew Vaughn e interpretato da Colin Firth, Samuel L. Jackson, Mark Strong, Taron Egerton e Michael Caine.
La pellicola arriverà nelle nostre sale cinematografiche il 25 febbraio.

Quando Money For Nothing dei Dire Straits inizia il suo duetto di batteria e chitarra elettrica mentre le bombe cadono sull’Iraq sui titoli di testa, si capisce subito che questo non è un film come gli altri.
Tratto dalla fortunata graphic novel realizzata da Mark Millar e diretto da Matthew Vaughn (Kick-Ass, XMen – L’inizio), Kingsman – Secret Service è uno spy movie alla 007 vecchio stile che affronta con ironia e teatralità il genere, raccontando la storia di una spia gentiluomo che prende sotto la sua ala protettiva un ragazzo ribelle per insegnargli l’antica arte dello spionaggio.
Il tutto con “trame melodrammatiche improbabili” e scazzottate alla Kick-Ass.

KINGSMAN – LA TRAMA

Kingsman sono un’agenzia di spionaggio super segreta ed elitaria di agenti che operano ai margini del governo inglese. Sono i “buoni” con ideali puri non compromessi dalla politica. I loro nomi in codice non sono numeri ma tratti dalla leggenda di Re Artù e la Tavola Rotonda.
L’agente Harry Hart (Colin Firth) è una spia impeccabile, precisa ed efficiente e dall’aplomb british. Lui ha un debito di gratitudine nei confronti di Eggsy (Taron Egerton), un ragazzino allo sbando rude e ribelle, ma dalle grandi potenzialità, e lo inserisce nel programma di formazione dei Kingsman.
Eggsy dovrà riuscire a completare una serie di test altamente competitivi e rischiosi in un ambiente in cui tutti sono istruiti e bene educati. Tutti tranne lui.
Nel frattempo Harry è alle prese con il caso delle misteriose scomparse di alcuni illustri professori, scienziati e celebrità, e sta cercando di fermare l’uomo da lui ritenuto responsabile: Richmond Valentine (Samuel L. Jackson), un miliardario super tecnologico, ex ecologista deluso, il cui desiderio di salvare il mondo ha lasciato il posto a un progetto psicopatico dalle conseguenze devastanti.
I Kingsman dovranno impedire al “filantropo” Valentine di portare a termine il suo folle compito di “salvare” il mondo.

Inutile soffermarsi sulla maestria e sulle abilità di Colin Firth, perfetto sia nel rappresentare un distinto uomo inglese che l’agente letale e distruttivo; giusto esaltare il giovane Taron Egerton e il resto del cast, ma è doveroso soffermarsi sul doppiaggio italiano della pellicola.
Spassosa la voce italiana dell’onnipresente Samuel L. Jackson, rappresentato con una zeppola in stile Jovanotti (o Vendola); da penna rossa, invece, il mancato cambio di accento nelle ultime scene di Michael Caine.
La traduzione ci da, la traduzione ci toglie.
Kingsman è un film senza pretese, fantasioso e piacevole che strizza l’occhio al James Bond di Roger Moore omaggiando il genere dello spionaggio ma al contempo esaltando l’aspetto comico e teatrale. E’ un action comedy con trame assurde e irreali alternate a scene di combattimento davvero divertenti ed evidenziate dalla splendida colonna sonora.
Lo stile british – più british di James Bond – si alterna a battute fatte di volgarità gratuite che stonano ma che al contempo fanno sorridere.
E’ un film volutamente esagerato, assurdo e divertente che abbraccia vari stili; il tutto amalgamato, con successo, per il puro gusto dello spettacolo.

KINGSMAN – IL TRAILER

Marco Visco