Animali notturni: la recensione del film diretto da Tom Ford con Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Isla Fisher, Michael Shannon, Aaron Taylor-Johnson, Armie Hammer e Ellie Bamber.

Meraviglia. Tom Ford ci regala uno dei migliori film degli ultimi dieci anni, tra i migliori finora in concorso a Venezia, e ci perdoni Damien Chazelle, ma tradiamo nostro malgrado il canterino La La Land, che pure ci piacque assai. Roger Ebert diceva che non tutti i film dello stesso genere sono uguali, e però è azzardato utilizzare lo stesso metro di giudizio per film completamente diversi. Funziona un po’ così: La La Land è un ottimo musical, mentre Nocturnal Animals è un magnifico thriller. Di quelli ben scritti, ben raccontati, ben recitati. Ma è un film così ben fatto, così fluido, così perfetto in ogni sua parte, che ci viene il pensiero peccaminoso di salvarlo assieme a pochi altri capolavori, di generi diversi, e consegnarlo ai posteri assieme a questa ristrettissima selezione.

Due ore mozzafiato, con un incipit perfetto e un finale altrettanto perfetto. Cosa non scontata: è prova di grande talento mantenere un cinema di qualità così alta per tutta la durata della pellicola. Giacché di grande cinema si tratta, oseremmo dire di arte pura: Tom Ford viene dal mondo della moda, ha la versatilità propria del genio, e non disdegna le intersezioni tra il mondo cui appartiene, molto glamour, e quello cinematografico, i cui fantasmi non attendono che di essere raccontati. Nello scintillante quanto vacuo circo che fa da cornice alla prima narrazione, inaugurata da una sorprendente sequenza iniziale, si muove una folla di freaks rispetto alla quale Susan, la protagonista, si sente piuttosto estranea. Una mattina riceve un manoscritto: l’ex marito Tony, aspirante scrittore il cui talento lei non ha mi riconosciuto, le ha inviato e dedicato un romanzo, da leggere prima che venga pubblicato. E’ qui che Ford incastra la storia scritta da Tony, a sua volta alternata ai ricordi di Susan della sua relazione con l’ex marito. Ma il regista si muove in modo così mirabile e fluido tra i tre fili narrativi, con ogni sequenza che si richiama esplicitamente a quella precedente, che il suo sembra più un arpeggiare che un raccontare, più un musicare che un riferire. La splendida fotografia, e le scene quasi tutte in notturna – perché altrimenti di che animali notturni si parlerebbe – sono tutte accompagnate da una massiccia quantità di suspense, mirabilmente dosata,che distingue Nocturnal Animals da altri thriller decisamente peggiori.
E’ possibile che il manoscritto di Tony sia, come suggerito dal fratello più grande di carta del film, Tony & Susan, una specie di vendetta per la rottura di Susan con Tony? Lo è, ma è un elemento che rimane inavvertito, non detto esplicitamente. A meno di non cogliere un piccolo particolare: Amy Adams ha lo stesso colore di capelli delle protagoniste femminili del romanzo (quello narrato nel film). Rutilante e acceso esattamente come il divano su cui Aaron Taylor Johnson (nel film sono tutti bravi, ma una menzione speciale va a lui in quanto magnifico cattivo) lascia i cadaveri della moglie e della figlia adolescente del protagonista. Tutto peccaminoso, come solo il colore rosso sa essere. Vorremmo che il film vincesse, altro pensiero peccaminoso.

ANIMALI NOTTURNI – TRAILER ITALIANO

Francesca Sordini