Made in France – Obiettivo Parigi (Inside the Cell): la recensione del film del 2015 diretto da Nicolas Boukhrief e incentrato sulla costituzione delle cellule terroristiche in Europa, precisamente in Francia, a Parigi.

Sam è un giornalista indipendente che approfitta della sua cultura musulmana, da origine paterna, per infiltrarsi nei circoli fondamentalisti islamici nella periferia di Parigi e poi scrivere la sua esperienza in un libro inchiesta. Avvicina così un gruppo di quattro giovani che poco dopo ricevono l’ordine di creare una cellula jihadista, e compiere devastazioni nel cuore di Parigi.

Made in France arriva in un periodo in cui il terrorismo ha superato la finzione cinematografica e ha il merito di mostrare fedelmente come nascono le cellule in Europa.
I protagonisti sono tutti francesi, quasi tutti di origine musulmana, che frequentando i circoli integralisti si ritrovano coinvolti in un discorso sempre più segreto ma sempre più grande e pericoloso.

Il film passa tutte le fasi di una cellula terroristica, dalla nascita nei centri di ritrovo periferici fino all’epilogo dell’attentato con annessi i tormenti, i ripensamenti, la determinazione e le morti.

Made in France è un film indipendente, e non ci sono nomi estremamente noti nel cast. Il punto di forza è sulla vicinanza alla realtà per tutta la durata del film. Poche musiche, pochi dialoghi, pochi effetti scenici, ma soltanto la durezza di una cellula terroristica che ha il compito di mettere una bomba a Parigi, agli Champs Elysée.

A ridosso dagli attentati di Parigi dello scorso novembre, e del caos che ne è seguito, Made in France assume un valore ancora maggiore tanto che in alcuni Paesi non è stato distribuito per le condizioni di drammaticità degli attentati islamisti in tutta Europa.
Interessante vedere come alla fine della storia il protagonista riesce a rimanere se stesso, lontano dalla cellula terroristica, con il suo libro in via di stampa e con la sua fede musulmana solida e pacifica.

MADE IN FRANCE – TRAILER

Luca Secondino