Lo Hobbit – La Battaglia delle Cinque Armate: la recensione del film diretto dal regista Peter Jackson. La pellicola farà il suo ingresso nelle sale cinematografiche italiane a partire dal prossimo 17 dicembre. Nel cast Martin Freeman, Luke Evans, Cate Blanchett, Evangeline Lilly, Richard Armitage, Hugo Weaving, Ian McKellen, Christopher Lee, Orlando Bloom e Ian Holm.

Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,

Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.
Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.
 

LO HOBBIT LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE – LA TRAMA

Prima di iniziare a parlare del terzo e ultimo capitolo della trilogia diretta da Peter Jackson su Lo Hobbit è doveroso ricordare, sottolineare e ribadire nuovamente, che questa saga è si la trasposizione cinematografica del capolavoro scritto da John Ronald Reuel Tolkien, ma anche delle 125 pagine di annotazioni incluse nel finale del libro Il Signore degli Anelli. In queste Appendici l’autore inglese ha descritto nel dettaglio le “forze oscure e della luce“, così come funzionavano nella Terra di Mezzo al tempo de Lo Hobbit, in modo da creare una connessione tra le avventure di Bilbo e l’eredità che suo nipote Frodo dovrà affrontare anni più tardi.
Tolkien ha avuto bisogno di ampliare la descrizione di questo mondo magico per raccontare meglio la storia del Re Sotto la Montagna in un contesto più avvincente e dettagliato e unirla a quella più epica per la distruzione dell’Unico Anello.
Così anche il regista neozelandese ha usufruito di queste pagine aggiuntive per dare indicazioni maggiori agli appassionati dell’epica vicenda di Frodo sulle ambientazioni, sui viaggi di Gandalf, sulla politica della Terra di Mezzo, sulla storia di Legolas e sulla rinascita di Sauron e le sue forze oscure durante il periodo in cui è ambientato Lo Hobbit, ossia circa 60 anni prima de Il Signore degli Anelli.

La pecca che si può attribuire a questa nuova trilogia è sul poco riuscito connubio tra favola ed epica, tra i toni leggeri del romanzo originale Lo Hobbit e l’epicità e la pomposità del Signore degli Anelli.
Ma se questa indecisione si era notata soprattutto nei primi due capitoli, in questo film conclusivo l’epicità e la maestosità vista in LOTR torna in auge grazie alla battaglia delle Cinque Armate in cui lo scontro è l’apice della trama dell’intera trilogia e viene raccontata con suspance, tensione, trionfi, tragedie e spettacolari effetti visivi. Questo Ultimo Viaggio è il più emozionante, intenso e potente dei tre film e rende omaggio all’intera saga con un clima più emotivo e cupo ma al tempo stesso corale ed evocativo.
Sia chiaro: La Battaglia delle Cinque Armate non è un film perfetto. Dopo un inizio emozionante con la conclusione delle vicende raccontate ne La Desolazione di Smaug, la narrazione si sviluppa in modo discontinuo, a formare un racconto intermittente tra amori difficili, lacrime e spade.
Ma è l’introspezione dei personaggi, vero punto di forza della precedente trilogia, a riabilitare quest’ultima saga: l’intimo dialogo di Thorin, Bilbo, Tauriel, Gandalf e Legolas contro gli spettri della loro esistenza rende personale e “umano” la lotta che tutti devono affrontare: siano Smaug, orchi, malattie-del-drago, spettri o antichi nemici.  

Proprio nella battaglia si trova la sintesi narrativa di questo capitolo; il conflitto finale è l’apoteosi e il fine ultimo dei precedenti film. La battaglia delle Cinque Armate ci conduce alla conclusione delle avventure di Bilbo Baggins (Martin Freeman), Thorin Scudodiquercia (Richard Armitage) e della Compagnia dei Nani di Erebor e all’inizio della storia raccontata nel Signore degli Anelli. Il cerchio si chiude. In modo spettacolare, intenso ed emozionante.
Dopo la “Riconquista del Tesoro” i quattordici devono affrontare le conseguenze del loro gesto: Sauron, l’Oscuro Sire, ha mandato una legione di Orchi ad attaccare la Montagna Solitaria e mentre cala il buio su questo conflitto le razze di Nani, Elfi e Umani devono decidere se rimanere fedeli alla propria natura o lottare uniti per la gloria, l’onore e la sopravvivenza nella Terra di Mezzo. Bilbo si ritrova così a combattere per la propria vita e per quella dei suoi amici mentre cinque grandi armate scendono in guerra. 

Finisce così, dopo tredici anni e sei film, l’avventura di Peter Jackson nel mondo fatato e magico creato dal professor Tolkien.
E’ l’Ultimo Addio. Ora restiamo soli, senza l’epica odissea nella Terra di Mezzo, ma soddisfatti di aver visto la complessa mitologia tolkienana sul grande schermo con maestria tecnica, grandi abilità narrative e risonanza emotiva. 
E io, da grande appassionato del mondo imponente e immaginario della Terra di Mezzo, resto così, emozionato per aver vissuto l’avventura epica dello sfaccettato universo di Tolkien, ma con un retrogusto malinconico e amaro per aver anche visto concludersi questo Ultimo Viaggio nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende
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P.s. Nessun Orco è stato maltrattato durante la produzione di questa saga.

LO HOBBIT LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE – IL TRAILER

Marco Visco