Les Souvenirs: la recensione della commedia di Jean-Paul Rouve con Michel Blanc, Annie Cordy, Mathieu Spinosi, Chantal Lauby, William Lebghil, Audrey Lamy, Flore Bonaventura, Jean-Paul Rouve e Jacques Boudet.

Jean-Paul Rouve è il Dio delle piccole cose in Les Souvenirs, commedia francese che ritrae con analitica precisione quei drammi del quotidiano che sono noiosi più che interessanti: un uomo di mezza età in crisi dopo il pensionamento anticipato, un’ottantenne che non vuole andare in casa di riposo e un aspirante scrittore alla ricerca del suo posto del mondo.
Niente di più ordinario e vicino alla nostra quotidianità, quindi, perché dovremmo andare a vederlo?

I dubbiosi scioglieranno i loro dubbi nei primi cinque minuti: se la partenza è tutto, con Les Souvenirs siamo a metà dell’opera.
Cominciamento bizzarro: Romain, che scopriremo poi essere il protagonista, corre a più non posso per Père Lachaise, indubbiamente uno dei luoghi più affascinanti di Parigi, nonché il cimitero dei famosi –postazione scelta per l’eternità per Wilde, Camus, Edith Piaf, Jim Morrison e centinaia di altri illustrissimi. Peccato che il ragazzo non sia in ritardo per una visita guidata, ma abbia sbagliato cimitero per il funerale del nonno. Ecco che i primissimi minuti contengono, in nuce, buona parte del sapore dell’opera, offrendo un ritratto comico di ciò che sarebbe altrimenti banale o, peggio, drammatico.
Il film, presentato in anteprima in Italia lo scorso anno nell’ambito del festival romano di cinema francese Rendez-vous, è stato accolto con grande plauso di critica e pubblico in Francia, mentre da noi ha finalmente trovato in Parthénos un distributore.

Per comprendere il motivo di tale disinteressamento italiano ci si può rispondere pensando a ciò che il titolo del romanzo da cui è tratto allude: L’eroe quotidiano di David Foenkinos, uno dei più amati novellisti francesi contemporanei. In un momento in cui la scena è occupata da un cinema d’intrattenimento fatto di supereroi e spade laser, Les Souvenirs, è un’ottima opportunità per ricredersi e vedere come anche l’ordinario possa essere sinonimo di evasione.
Romain è l’Amelie dei rapporti interpersonali, capace di conferire alla vicenda un tono lievemente magico e decisamente disimpegnato, in cui la speranza e la primavera non soccombono sotto il peso del tragico. E non sarà certo un caso che Delicacy di Foenkinos sia stato adattato per il grande schermo e interpretato, fra gli altri, anche da Audrey Tatou, più famosa come Amelie. L’attore-regista Jean-Paul Rouve ci mette la faccia, ritagliandosi uno dei ruoli più interessanti  in quell’intreccio di vicende che è Les Souvenirs, quello del malinconico albergatore che assume Romain come guardiano di notte. Anche il resto del cast a scintille, rendendo il film apprezzabile soprattutto per un pubblico un po’ âgé, che canticchierà vedendo la Cordy, e riderà pensando a Blanc in Lui portava i tacchi a spillo.
Come suggerito dal titolo, l’opera si muove sull’agrodolce piano della memoria, frammentando la vicenda dell’ottuagenaria Madeleine, del figlio alle prese con le gioie e i dolori del pensionamento e del nipote Romain. Tutte queste singole vicende si accosteranno a costruire un ottimo mosaico di cui potremmo parlare, stringendo l’occhiolino a Newell, nei termini di “due funerali e un matrimonio e mezzo”.
Nonostante non inneggi al capolavoro e non sarà certamente ricordato tra qualche anno, Les Souvenirs è un film piacevole che non lascerà allo spettatore quella fastidiosa sensazione d’aver perso tempo.

LES SOUVENIRS – TRAILER ITALIANO

Erica Belluzzi