La Tartaruga Rossa (Tartue Rouge): la recensione del film d’animazione del 2016 diretto da Michaël Dudok de Wit e prodotto dalla casa d’animazione giapponese Studio Ghibli.

Un uomo venuto da chissà dove approda naufrago su un’isola. E’ solo in mezzo a una natura ostile. Cerca invano di scappare ma una tartaruga rossa misteriosa glielo impedisce. Deve vendicarsene. E Dalla rabbia di quel gesto dell’uomo contro la natura, nascerà una bellissima donna, della quale si innamorerà.

La Tartaruga Rossa cerca l’armonia tra l’uomo e la natura: l’uomo all’inizio la domina, mentre essa si non si lascia prendere, poi l’uomo acquista coscienza e capisce di farne parte, di essere totalmente parte di essa, collabora con lei, vive con i suoi ritmi, scoprendo così il vero sentimento della libertà. Allo stesso tempo, il film indaga l’amore tra due esseri umani puri, un amore semplice che porta due persone a mettere al mondo un figlio.

Il regista ci racconta questa storia lasciando unicamente alle immagini e alle musiche di Laurent Perez Del Mar il potere di farlo. L’assenza di dialoghi si dimostra per la storia una scelta potentissima: tutto è più credibile e allo stesso tempo più poetico. Nessuno dei personaggi ha bisogno di comunicare a parole ciò che sente. Anche a un personaggio misterioso ma centrale, come la tartaruga, basta un colore espressivo come il rosso per dire la sua.
La natura dipinta dal regista olandese è in armonia non solo con le tematiche, ma specialmente con l’estetica dello studio giapponese: è onnipresente, è dominante, è bellissima. Una natura che può solo competere con i quadri realisti di Ivan Shishkin senza per questo rinunciare all’emozione che può suscitare la natura dei quadri di Caspar David Friedrich.
I disegni personaggi che abitano la storia sono stati realizzati osservando dal vivo i movimenti degli attori, perciò anche loro ci appaiono concreti e reali.
Veterano classe 1953, l’olandese Michael Dudok de Wit, che vinse nel 2001 l’Oscar per il miglior cortometraggio animato, Father and Daughter, ha un talento creativo che perfino il maestro Isao Takahata ammira per la sua semplice eleganza.
Dovremmo farlo tutti.

TARTARUGA ROSSA – TRAILER ITALIANO

Anna Pennella