L’omicidio dei Wayne è stato il classico inizio dei film dedicati all’eroe mascherato notturno che ha dato il via alla serie Gotham e per quanto possa essere sembrata una scena raffazzonata si è scelto di partire da un crimine più efferato per rappresentare una città già in preda alla corruzione e alla malavita locale.

L’atmosfera cupa ha rispecchiato fedelmente il degrado sempre più in crescendo grazie anche a delle fotografie che hanno dato la giusta impressione di trovarci nel bel mezzo del caos più totale senza riuscire a ritrovar le stelle.

GOTHAM – LA TRAMA

Chiamato a dare una scossa a questa ingarbugliata situazione è il detective James “Jim” Gordon (Benjamin McKenzie), fresco poliziotto ancora ingenuo e ignaro di cosa lo attende. E’ un uomo dedito al rispetto assoluto della legge senza se e senza ma e la missione è condivisa con Harvey Bullock (Donal Logue), un poliziotto divertente a suo modo e incline ad applicare il regolamento soltanto con i poco di buono, difficilmente con figure potenti per una paura collettiva che non ha fatto altro che favorire organizzazioni criminali, in primis quelle di Carmine Falcone (John Doman) e di Sal Maroni (David Zayas), due dei boss mafiosi più influenti di Gotham.

Nonostante l’istinto di conservazione, Harvey rispetta Jim perché gli ricorda se stesso un bel po’ di anni fa quando aveva il suo stesso spirito di giustizia (Lo Spirito del Capro). Se pressato, il burbero poliziotto tira fuori tutta la buona volontà di ripulire Gotham dalla criminalità dimostrando di essere in fondo un amico oltre che un collega di polizia.

Il “viaggio” intrapreso da Harvey e Jim si alterna a caso della settimana e lotte interne ed esterne senza farci mancare alcune trame orizzontali interessanti per conoscere alcuni individui che diventeranno i villain abitudinari del Cavaliere Oscuro.

Il declino di Gotham ha inevitabilmente provocato un senso di frustrazione nei cittadini onesti e qualcuno ha cominciato a punire i responsabili togliendo loro la vita con modus operandi assolutamente non tradizionali, figli di un esaurimento nervoso molto profondo.

Le battaglie che Jim ha dovuto affrontare non sono state solo per le strade, ma anche nel dipartimento di polizia, dove gran parte dei dipendenti era sul libro paga di Falcone e Maroni. Nonostante Jim si sia battuto praticamente da solo rischiando la vita in molte occasioni, lo spregevole e corrotto commissario Gillian B. Loeb (Peter Scolari) gli ha reso la vita impossibile trasferendolo prima nell’Arkham Asylum e poi tentando di distruggerlo servendosi di un serial killer astuto e spietato.

Jim, però, non ha gettato assolutamente la spugna respingendo ogni attacco con un livello quasi simile al futuro salvatore di Gotham: Batman.

GOTHAM – I VILLAIN

Parlando di villain spicca fra tutti il percorso criminale di Oswald Cobblepot (Robin Lord Taylor) e a seguire Edward Nygma (Cory Michael Smith), Jonathan Crane (Charlie Tahan) e Jerome (Cameron Monaghan).

Cobblepot, piano piano, ha scalato le gerarchie facendosi beffe dei “superiori” Fish Mooney (Jada Pinkett Smith), Maroni e Falcone avvicinandosi, tuttavia, alla morte per inesperienza. Egli è un uomo viscido, freddo e calcolatore che fa’ della mente l’arma più letale e col passare dei giorni riesce a calarsi nella mentalità mafiosa. L’amicizia con Jim è solo uno dei tanti assi nella manica che Cobblepot ha in mano per sviluppare una completa conoscenza di tutto quello che accade a Gotham e non sarà una casualità se Batman si rivolgerà spesso a lui per avere informazioni dettagliate perché “se un penny cambia di mano in questa città, il Pinguino ne è al corrente”.

Cobblepot abbiamo sottolineato essere molto bravo col cervello, ma non altrettanto con la forza che, però, la acquisisce nella season finale quel tanto che basta per eliminare definitivamente l’ultima pedina e diventare il re di Gotham.

Nygma è il secondo personaggio più riuscito della prima stagione. Egli è un brillante ricercatore forense che lavora alla scientifica del dipartimento di polizia ed è totalmente fissato per gli indovinelli. L’eccentricità non lo ha aiutato assolutamente a socializzare con i colleghi e peggio ancora con il sesso femminile. Il sorriso sfoggiato, ogni volta che riceve una risposta seccata, scompare lentamente per evidenziare un odio intenso verso il genere umano che prende forma dopo un omicidio a sfondo amoroso.

Sia Cobblepot che Nygma non ce la fanno proprio a farsi odiare per le loro impeccabili doti recitative ed è triste sapere quanto Gotham potrà soffrire a causa di entrambi per un passato che ha condizionato i loro comportamenti.

Attraverso il padre di Jonathan, vengono portate brillantemente avanti le origini di un nemico secondo a nessuno dal punto di vista psicologico: lo Spaventapasseri. La morte della moglie dovuta all’incapacità di impedirne la tragedia, ha indirizzato Gerald Crane (Julian Sands) a sconfiggere la paura con esperimenti letali, utili per sviluppare una medicina dagli effetti psicologici devastanti per chiunque e a farne le spese è stato proprio il figlio. Il povero Jonathan non è stato all’altezza di affrontare le proprie paure come il padre e, malgrado sia sopravvissuto, le visioni terrificanti non cesseranno di tormentarlo fino a quando sarà vivo. Una storia perfetta per spiegare perché anche Jonathan si ossessionerà con questo sentimento creando tossine che metteranno in ginocchio la città.

Questa prima stagione ha timidamente fatto uscire il piatto forte dell’universo di Batman: il Joker prima di essere il Joker (Jerome) che tutti noi conosciamo.

I fan possono giustamente sostenere che probabilmente era prematuro introdurre un personaggio così carismatico, ma dall’altra parte, essendo Gotham un prequel, l’azzardo di descrivere la prima scorribanda del futuro pagliaccio è stato sfruttato bene senza esagerare per non bruciare un cattivo troppo importante.

Due destini simili

A condividere in un certo senso il dolore di Bruce Wayne (David Mazouz) per la perdita dei familiari, è stata l’orfana Selina Kyle (Camren Bicondova) che ha allontanato il ragazzo dalla lussuosa villa per affrontare la vita di strada. E’ una lezione importante che il piccolo Bruce ha assimilato costantemente per farsi le ossa e comprendere com’è il mondo fuori dalle mura di casa.

I conflitti non mancheranno tra i due e sono descritti molto bene: se per Bruce la verità è l’obiettivo da ricercare ininterrottamente senza dover uccidere nessuno, Selina, invece, non si pone alcun limite, l’importante è che ottenga ciò che vuole in barba ad ogni tipo di moralità.

La personalità di Selina non fa quindi una piega, ma non si può dire lo stesso per quanto riguarda lo sforzo degli sceneggiatori di renderla una tipa tosta da affrontare in combattimento e l’abbiamo visto sfortunatamente nell’episodio Selina Kyle con danni permanenti ad un delinquente troppo assurdi per essere veri.

Il maggiordomo che non ti aspetti

Alfred Pennyworth (Sean Pertwee) è diverso da come i fan della DC Comics lo rammentano. E’ stato un ex militare che si è ritrovato in un solo giorno a dover badare ad un ragazzino e questa responsabilità lo ha spaventato ed innervosito contemporaneamente.

L’approccio sempre più confidenziale con Bruce, però, gli ha gettato le basi per un’educazione ferrea accompagnata dalla volontà di assecondare spesso i desideri del ragazzo.

Quando Bruce si allontana da villa Wayne, abbiamo di nuovo l’Alfred che non ti aspetti: un detective che non fa rimpiangere il duo Harvey-Jim ed un abile combattente. E la cosa ci dispiace? Nemmeno per idea considerando che al momento a guidare la baracca non può essere per ora Bruce, vista l’età e le redini non potevano che passare in mano ad un maggiordomo dalle qualità insospettabili.

GOTHAM – PROMOSSI CON DEBITO E BOCCIATI

Gotham di sicuro non si è fatta problemi ad introdurre una sfilza di personaggi ed alcuni non hanno sfigurato, ma nemmeno brillato di una luce intensa che illumina interamente una chiesa.

Harvey Dent (Nicholas D’Agosto) è senza dubbio il migliore di tutti quelli che i film ci hanno proposto, anche se è ancora presto per paragonarlo al Dent (Aaron Eckhart) di Christopher Nolan (Il Cavaliere Oscuro). Proprio la parola presto ci ha impedito di formulare un giudizio completo di un eccezionale avvocato che si trasformerà nello psicopatico Due Facce. Nella puntata dedicata a lui (Harvey Dent), il carattere cordiale-aggressivo è apparso in equilibrio con i fumetti americani ed  il contrasto luce-ombra su metà del volto è stato un ingrediente proposto forse troppe volte, ma che dà l’idea di cosa andremo incontro quando la psiche già fragile di Harvey cederà definitivamente.

Victor Zsasz (Anthony Carrigan) occupa lo stesso ruolo del film di Nolan (Batman Begins): lo scagnozzo di Falcone. Per quanto la scelta dell’attore sia stata ottima come tutti gli altri personaggi, è un peccato che un criminale così particolare sia stato ridotto di nuovo ad una semplice pedina e le cicatrici sul braccio sembrano essere state uno strategico fan service.

Ivy (Clare Foley) e Barbara (Erin Richards) sono stati i fiaschi della prima stagione per due differenti motivi.
La prima è stata un vero e proprio riempitivo, come un piccolo stacco pubblicitario durante la diretta di una partita di calcio che non ci ha permesso di formulare una vera e propria valutazione.
La seconda è stata inserita in un contesto eccessivamente tragico combinato attraverso una recitazione monotematica che ha suscitato ilarità in momenti tutt’altro che comici.

Milo Ventimiglia, il famigerato killer denominato l’orco, ha attirato maggiormente l’attenzione di colei che sarà la prima moglie di Jim anche se ormai il danno era stato già fatto.

L’ingresso in scena della dottoressa Leslie Thompkins (Morena Baccarin) è stata quella ventata d’aria nuova che la maggior parte dei telespettatori desideravano e la storia d’amore con Jim fortunatamente non è stata enfatizzata evitando quindi di uscire dal tema drammatico che la città di Gotham offre ogni volta che mettiamo un piede fuori di casa.

Aspettative future

Se vi aspettavate una serie fedele al fumetto, potete mettervi l’anima in pace perché Gotham non è così.

Questa prima stagione ci ha raccontato varie vicissitudini con Jim protagonista assoluto, assieme al pigro Harvey, con il compito di sostituire le imprese di Batman tentando, a differenza sua, di non abusare del potere.

Gli episodi bene o male si son tutti lasciati guardare. I dettagli, invece, sono stati il punto debole soprattutto perché abbiamo avuto l’impressione generale di essere partecipi di conseguenze più fantascientifiche che realistiche. D’accordo che alcune cose non sono proprio parte di questo mondo, però un impegno maggiore nello spiegare determinati avvenimenti sarebbe stato perlomeno doveroso.

Il 21 settembre Gotham riapre i battenti con l’introduzione di altri personaggi e con Joker, a quanto pare, stavolta si farà sul serio.

I presupposti sono allettanti, ma la nostra preoccupazione è che la qualità resterà sullo stesso piano perché adagiarsi con un prequel che narra cosa sia successo prima dell’arrivo di Batman è molto facile e gli ascolti ne sono una prova inconfutabile.

“Squadra che vince non si cambia” – diceva saggiamente il “professore” Vujadin Boskov. E’ una frase che ha assolutamente senso fino ad un certo punto perché se Gotham dovesse essere la stessa minestra riscaldata anche il prossimo anno, quanto durerebbe il successo?

Bruno Heller, ti consigliamo di rifletterci sopra.

GOTHAM – L’OPENING

Giovanni Calogero