La docuserie originale Netflix in sei episodi esplora le vite di sei chef appassionati che hanno avvolto tutta la loro esistenza intorno al cibo.
Chef’s Table, infatti, ci offre l’opportunità di osservare da vicino le abitudini, i viaggi, gli amori, le passioni, le ossessioni e, perché no, i fallimenti, di sei rinomati chef mondiali.

CHEF’S TABLE – LA TRAMA


Non è una serie sul cibo, ma sugli uomini (e donne) che, attraverso i loro piatti, raccontano se stessi.
I sei artisti del cibo sono:

  • Massimo Bottura (Osteria Francescana a Modena, Italia)
  • Dan Barber (Blue Hill Restaurant a New York, USA)
  • Francis Mallmann (El Restaurante Patagonia Sur a Buenos Aires, Argentina)
  • Niki Nakayama (N/Naka Restaurant a Los Angeles, USA)
  • Ben Shewry (Attica Restaurant a Melbourne, Australia)
  • Magnus Nilsson (Fäviken a Järpen, Svezia)

L’episodio più riuscito è probabilmente quello che apre lo show, dedicato al “nostro” Massimo Bottura. Il credo creativo di Bottura – un barbuto rocckettaro con tre stelle Michelin al suo Osteria Francescana – è semplice: ri-immaginare la cucina modenese tradizionale attraverso una lente moderna.
L’episodio, oltre a mostrarci i suoi splendidi piatti, ci rivela anche il suo rapporto con la moglie, Lara Gilmore, e il suo amore per le forme di Parmigiano-Reggiano. Traspare tutta la creatività gioiosa.
In tutti e sei gli episodi creati da David Gelb si possono trovare amore e dialogo tra il cibo e la creatività. Sei puntate eleganti in cui gli chef, trattati ormai come vere rock star, riscoprono ingredienti locali e metodi tradizionali antichi per cucinare i loro piatti.
Ognuno ha una sua filosofia, un suo credo, una sua visione e un suo approccio umano sociale: c’è  l’approccio “sostenibile” dell’americano Dan Barber; lo stile “selvaggio” nella Patagonia di Francis Mallmann; le battaglie affrontate dalla giapponese Niki Nakayama e il fascino nel lavorare sulle proprie radici per il neozelandese Ben Shewry e l’isolato svedese Magnus Nilsson.

“Le persone non possono creare nulla di veramente significativo se non sono felici quando cucinano”.

CHEF’S TABLE – L’OPENING

Marco Visco