Un anno di scuola:la recensione del film del 2025 diretto da Laura Samani, con Stella Wendick, Giacomo Covi, Pietro Giustolisi, Samuel Volturno. La pellicola, tratta dal romanzo Un anno di scuola di Giani Stuparich, sarà distribuita prossimamente nelle sale cinematografiche italiane daLucky Red.
Settembre 2007, Trieste. Fred, diciottenne svedese esuberante e coraggiosa, arriva in città per frequentare l’ultimo anno di un Istituto Tecnico. Si ritrova a essere l’unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l’attenzione di tutti, in particolare quella di tre amici: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione protettivo. I tre sono legati tra loro da quando hanno memoria. L’arrivo di Fred sconvolge il loro equilibrio, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno di loro la desidera segretamente per sé, Fred vuole essere ammessa nel gruppo, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro.asformazione.


Un Anno Di Scuola Poster

UN ANNO DI SCUOLA – LA RECENSIONE

Anno scolastico 2007/2008, in un istituto tecnico di Trieste dalla Svezia arriva per frequentare l’ultimo anno Fred, una ragazza svedese in trasferta con il padre, giunto come tagliatore di teste nella fabbrica dove lavorano i genitori di diversi suoi futuri compagni di classe. Unica femmina in una classe di soli maschi, viene accolta da un terzetto alquanto singolare: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione protettivo. Legati tra loro da quando ne hanno memoria, il loro equilibrio è messo a dura prova dall’arrivo della ragazza… Liberamente ispirato al racconto omonimo di Giani Stuparich, ambientato nella Trieste del 1910 e già trasposto più fedelmente in una miniserie televisiva nel 1977 da Franco Giraldi, il film di Laura Samani è estremamente delicato e sensibile, esplorando anche un episodio autobiografico della regista. Sebbene l’essenza di tagliatore di teste del padre di Fred, si perda presto nello sviluppo del racconto, quel che conta veramente è il rapporto tra (giovani) donne e (giovani) uomini, le loro sottili e fragili dinamiche che Samani riesce a catturare e restituire allo spettatore. Il film è ambientato in un’epoca in cui i telefoni cellulari non erano ancora il fenomeno che sono diventati oggi, sfruttandone l’allora moderato uso per fini narrativi, mentre l’utilizzo odierno avrebbe stravolto completamente la narrazione, con piaghe come ad esempio il porn-revenge. E se nel racconto originario l’evento clou era lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, sul quale si concludeva, qui è l’ingresso della Slovenia nell’Area Schengen, che di fatto ha segnato la fine di un’epoca. Un anno di scuola, ambientato in una Trieste sulle colline, che non sembra neanche Trieste, è un racconto fresco e genuino, una delle migliori opere (italiane) di questa edizione della Mostra del Cinema. Post-adolescenziale.
Voto: 8

UN ANNO DI SCUOLA – IL TRAILER

Paolo Dallimonti