One Woman One Bra:la recensione del film del 2025 diretto da Vincho Nchogu, con Sarah Karei, Norng’aruani Kipuker, Amos Leuka, Irungu Mutu, Boniface Saitabau, Davina Leonard.
Gli abitanti del villaggio di Sayit stanno per ricevere i titoli di proprietà che per la prima volta dopo secoli li dichiareranno legalmente proprietari della loro terra. Anche se per molti è un’ottima notizia, la trentottenne Star rischia di perdere la casa. I titoli di proprietà si basano su legami di parentela e, essendo lei nubile e figlia di sconosciuti, la sua situazione è precaria.
Le cose cambiano radicalmente quando Star scopre una fotografia di sé bambina inThe World Book of Nomads. Nella foto, riconosce una mano misteriosa con familiari segni tribali: è quella di una venditrice di cibo del posto.
Star la interpella credendola la madre da tempo scomparsa, ma la donna nega qualsiasi legame. Nel disperato tentativo di mantenere i propri diritti sulla terra, Star considera diverse opzioni: trovare il fotografo straniero che ha scattato la foto, chiedere a un amico di sposarla, firmare un accordo moralmente discutibile con una ONG. Quest’accordo però la mette in conflitto con la sua comunità.

ONE WOMAN ONE BRA Poster

ONE WOMAN ONE BRA – LA RECENSIONE

Quanto gli abitanti del villaggio di Sayit stanno per ricevere i titoli di proprietà che, per la prima volta dopo secoli, li dichiareranno proprietari della loro terra a tutti gli effetti, Star, una ragazza trentottenne, rischia di perdere la casa: I titoli di proprietà sono basati su legami di parentela e lei, essendo nubile e figlia di ignoti, si trova in una situazione molto precaria. Ma un giorno per caso Star, nel libro “The world book of nomads”, scopre una sua fotografia da bambina e in quella foto intravede una mano misteriosa con dei segni tribali molto famigliari. Ma anche questa pista si rivela infruttuosa. Nel tentativo di non perdere i suoi diritti sulla casa, Star considera varie possibilità: trovare il fotografo straniero che scattò la foto; chiedere ad un suo caro amico di sposarla; firmare un accordo non del tutto etico con una ONG. Quest’ultima iniziativa la metterà contro la propria comunità… Interessante e divertente film d’esordio di una regista keniota che punta i riflettori sulle donne Masai, facendolo in modo anticonformista e godibile. Dramma e commedia si alternano all’interno del suo debutto cinematografico, che si fregia di volti duri, ma bellissimi. Lo spunto della fotografia ricorda, almeno in parte, la vicenda della “ragazza afgana” fotografata nel 1984 da Steve McCurry e poi fortunosamente “ritrovata” dallo stesso fotografo nel 2002. Finale bellissimo. Resistente!
Voto: 7 e 1/2

ONE WOMAN ONE BRA – IL TRAILER

Paolo Dallimonti