Bunker: la recensione del film diretto da Florian Zeller, con Penélope Cruz, Javier Bardem, Stephen Graham, Paul Dano, Patrick Schwarzenegger, dal 21 gennaio 2027 al cinema.

Quando un architetto accetta un progetto moralmente ambiguo – costruire un bunker per la sopravvivenza destinato a un magnate della tecnologia – sua moglie comincia a mettere in discussione il loro matrimonio, dopo diciassette anni insieme.
Bunker è un thriller drammatico che esamina le sfide emotive e morali affrontate da una coppia mentre le angosce di un mondo sempre più incerto iniziano a ridefinire il loro legame, indagando le paure, i dubbi e i dilemmi etici che caratterizzano il nostro tempo.


BUNKER – IL TRAILER ORIGINALE

BUNKER – LA RECENSIONE

Quando un architetto accetta un progetto moralmente ambiguo – costruire un bunker per la sopravvivenza destinato a un magnate della tecnologia – sua moglie comincia a mettere in discussione il loro matrimonio, dopo diciassette anni insieme.
Bunker è un thriller drammatico che esamina le sfide emotive e morali affrontate da una coppia mentre le angosce di un mondo sempre più incerto iniziano a ridefinire il loro legame, indagando le paure, i dubbi e i dilemmi etici che caratterizzano il nostro tempo.

Film a tesi, dal regista di “The father”, sceneggiato insieme agli argentini Mariano Cohn e Gastón Duprat, specialisti in tematiche “artistiche”, che spinge agli estremi le ansie e le frustrazioni del protagonista. Il quale, appunto, è un architetto, messo moralmente  alla prova tra una follia professionale e morale che gli è stata proposta, in cambio della classica cifra cui non si può dire di no, e un altrettanto ambiguo vicino di casa che sta cercando di aprire direttamente nel suo giardino una finestra per dare luce al suo garage appena adibito ad abitazione.

La paura del futuro, le minacce ecologiche, il divario sociale in aumento e l’individualismo sfrenato sono al centro del terzo lungometraggio di finzione firmato dal francese Florian Zeller. Ma, in una pellicola che vuole e deve dimostrare a tutti i costi qualcosa, i personaggi sono tagliati con l’accetta e le estreme conseguenze della (ipo)tesi iniziale finiscono per richiedere nel finale, quando gli eventi precipitano, una eccessiva sospensione d’incredulità da parte dello spettatore.

Javier Bardem e sua moglie Penélope Cruz, sullo schermo sono una credibile coppia in crisi (ma non nella vita reale), tra le goffaggini di lui e i pochi dubbi di lei. Paul Dano, la cui comparsa quasi a sorpresa in una videochiamata è un valore aggiunto, è il discutibile magnate della tecnologia che ha richiesto il bunker del titolo. Un film fin troppo scritto (e troppo lungo) che paga lo scotto della sua essenza.

Voto: 6

Paolo Dallimonti