Magic in the Moonlight: la recensione del film scritto, diretto e prodotto da Woody Allen, nei cinema il 4 dicembre 2014. Nel cast Colin Firth, Emma Stone, Marcia Gay Harden, Jacki Weaver, Hamish Linklater, Eileen Atkins, Erica Leerhsen, Simon McBurney, Antonia Clarke, Natasha Andrews e Valérie Beaulieu.

Provenza, 1928. Un celebre prestigiatore inglese, chiamato Stanley, viene assoldato per cercare di smascherare una sedicente giovane sensitiva, Sophie, la quale è sospettata di aver raggirato numerose ricche personalità della Costa Azzurra.
Tuttavia dopo qualche tempo le certezze di Stanley vacillano…
Ad un solo anno di distanza dall’uscita di “Blue Jasmine“, film che ha regalato alla “Blanche Dubois performance” di Cate Blanchett l’Oscar alla miglior attrice protagonista, il genio creativo di Woody Allen torna sul grande schermo con “Magic in the Moonlight”, tornando sul territorio francese spostandosi dalla Parigi di “Midnight in Paris” alla Cote d’Azur mescolata agli anni ’20 e alla magia dell’amore. Risultato? Poco o nulla.

Se è vero che il film gioca con buon equilibrio la carta della leggerezza, dal film traspare quell’insopportabile sensazione di stantio, di un qualcosa già visto, già esplorato e, se in “Midnight in Paris” il viaggio a ritroso funzionava, in questo film l’artista newyorchese non riesce a lasciare la sua impronta, confermando un certo appannamento che dura ormai da qualche anno.
E poco c’entra un finale privo della nota dolce-amara tipica dei suoi film, perché è proprio l’intera pellicola che manca della sostanza alleniana, della sua verbosità, non solo legata alla sceneggiatura, alla sua cinica immediatezza e alla sua pessimistica struggenza (attenzione a non farsi ingannare da quella finta di Stanley).
Woody da tempo ormai si limita a rimanere al di là della macchina da presa, cercando di conferire lo stile che ha da sempre contraddistinto i suoi personaggi, ai protagonisti dei film che dirige. In questo caso Colin Firth è assolutamente aderente a Stanley, grazie anche al suo tipico amplomb british; bravissima anche Emma Stone, che Allen ha già scelto per il suo prossimo film.

Un film che speriamo con ritorni a mostrarci qualcosa del vero Allen smarrito. In “Magic in the Moonlight” spicca la fotografia, l’atmosfera delle location è il gusto per l’art deco ma tutto e troppo il resto latitano.
In realtà quel vecchio cinico di Woody qualche tema a lui tanto caro lo piazza all’interno della trama, dal rapporto con Dio e la religione così come le credenze popolari. Le inserisce senza tuttavia affrontarle realmente come altre volte, senza osare qualcosa di nuovo, quel qualcosa che ci si aspetterebbe dal suo immenso talento ed eclettismo intellettuale.


Il risultato è quindi un raffinato viaggio d’epoca nella forza dell’amore e nell’illusione della vita, che alle volte distorce la realtà a suo piacimento. Un film dalla piacevole leggerezza quindi ma dall’insopportabile mancanza di vena alleniana che non fa che confermare quanto l’assenza del Woody-attore a conti fatti si faccia tremendamente sentire. È un Allen più sicuro di se più, più consapevole della sua ironia quando decide di dirigersi. In caso contrario sembra sempre che qualcosa manchi. Ed è quindi normale, alla fine della proiezione di questo film, chiedersi dove sia rimasto il Woody Allen che ci ha fatto innamorare con gli amari, romantici e non ipocriti racconti tra la sua Manhattan e il suo recente girovagar europeo che a tratti regala qualcosa degno di nota. “Magic in the Moonlight” in tale categoria fatica a rientrare perché, se la sua discreta scorrevolezza, basata essenzialmente sul dualismo/duetto dei due protagonisti affiancati da un cast non certo di comparse come Marcia Gay Harden, Jacki Weaver e Hamish Linklater, può pure essere accettabile, da un film di Woody Allen è lecito aspettarsi quella voglia di riscoprire e di scoprire qualcosa di nuovo. Speriamo nel prossimo quindi, dopo aver assistito a questa pellicola, che stancamente e pigramente viene proposta qua a Torino da colui che ha fatto del cinema anche terreno di irriverenza e anti-banalità. Chi l’ha visto Mr. Woody?

MAGIC IN THE MOONLIGHT – TRAILER ITALIANO

Davide Sica