Lo Sciacallo – Nightcrawler: la recensione del film diretto dal regista Dan Gilroy presentato al Festival Internazionale del Film di Roma. La pellicola, interpretata da Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Bill Paxton, Riz Ahmed e Kevin Rahm, arriverà nelle nostre sale il 13 novembre.

Louis Bloom è un disoccupato che vive di espedienti. Dopo essersi imbattuto nello sciacallaggio della notizia di un incidente, capisce che quel lavoro potrebbe essere l’intuizione giusta per svoltare..
Debutto alla regia per Dan Gilroy che al Festival Internazionale del Film di Roma presenta una delle pellicole migliori dell’intera manifestazione, per la verità decisamente fiacca.
Il tema è forte, privo di etica e moralità, quella ricerca della notizia a tutti i costi, della spettacolarizzazione delle vicende e delle disgrazie altrui che non è tipica solo della cultura americana, come più comunemente viene riscontrato.
Un Jake Gyllenhaal scavato e follemente immerso nella perversa psiche del suo personaggio ci regala, non solo una delle più grandi caratterizzazioni dell’intera kermesse, ma probabilmente una delle più penetranti dell’intera sua carriera.
“Nightcrawler” è un sordido thriller underground, inquietante e alienante come il suo stesso personaggio ma fortunatamente strutturato all’interno di un impianto che funziona e regge lo scorrere della pellicola, la quale miscela a meraviglia azione e dramma, con punte di ironia alquanto apprezzabili.

Il sadismo del protagonista è un qualcosa di crescente, come una folle escalation del sociopatico che si districa tra sfrontata e spavalda maestria di Louis nel manipolare le persone (il suo assistente e il capo del network) e l’assoluta mancanza di empatia con la società e di risentimento per le sue azioni.
Lo sciacallo è sempre in prima linea, sempre in agguato per inquadrare la tragicità dell’evento, senza scrupoli, se non quelli rivolti al dio denaro, con la vendita alla tv che sa inchinarsi più facilmente allo scoop. Come un circolo vizioso che si ripete continuamente, Louis prende sempre più dimestichezza col proprio compito e ne diventa dipendente.
Dipendente dalla vista del sangue, dalla sofferenza, dal far “soldi tragici”, come un vero e proprio tossico. Ma al di la della pazzia del personaggio, il film contiene numerosi spunti di riflessione. Interroga sul cinismo del binomio media-pubblico che inquieta decisamente di più dei disturbi psichici di Louis.
Una società dove è quasi superfluo ormai chiedere “Fin dove deve spingersi il diritto di cronaca?” E “Fin dove è possibile calpestare i diritti morali ed esistenziali di un individuo?”
Ecco la vera essenza di “Nightcrawler“; amalgamare il tema della notizia a tutti i costi con una visione cinematografica affascinante e ben ragionata.
Gilroy ci piace nella sua capacità di governare il mezzo e il linguaggio cinematografico e non può che intrigare con un approccio completo, che valorizza sia l’aspetto visivo che quello drammaturgico.
Non lascia niente in sospeso, aiutato da un buon cast e da un personaggio che non potrà che assurgere al ruolo di icona nella carriera di Gyllenhaal e diventare tra in simboli cinematografici del 2014.
Nightcrawler“, in conclusione, è uno dei picchi più alti di un Festival che ha lasciato molto a desiderare, ma che ha saputo ricavare qua e la qualche perla degna di nota. Come Louis Bloom e la sua maniacale corsa verso il potere e la notizia. O il potere, della notizia.

LO SCIACALLO, NIGHTCRAWLER – TRAILER ITALIANO

Davide Sica