Anoche conquisté Tebas:la recensione del film del 2025 diretto da Gabriel Azorín, con Santiago Mateus, António Gouveia, Oussama Asfaraah e Pavle Čemerikić.
In un freddo pomeriggio d’inverno, António e Jota tornano dal fronte con i loro amici, alla ricerca di un antico bagno termale romano. Scherzano tra loro mentre guadano le paludi, raccontando i successi strategici del passato. Le terme, nascoste per tanto tempo dall’acqua di una cisterna, sono diventate meta di persone di tutte le età che, incuriosite da questa scoperta, ora vi passano l’intera giornata. C’è qualcosa di misterioso in queste acque termali: è come se i bagni influenzassero l’umore degli uomini, dando loro il coraggio di esprimere cose che non avevano mai riferito a nessuno. Quando dal giorno si passa alla notte, iniziano a confessare i propri sentimenti e la paura di perdere per sempre il loro migliore amico.

ANOCHE CONQUISTE TEBAS – LA RECENSIONE
In un freddo pomeriggio d’inverno, António e Jota tornano dal fronte con i loro amici alla ricerca di un antico bagno termale romano. Scherzano tra loro mentre guadano le paludi, raccontando i successi strategici del passato. Le terme, nascoste per tanto tempo dall’acqua di una cisterna, sono diventate meta di persone di tutte le età che, incuriosite da questa scoperta, ora vi passano l’intera giornata. Queste acque termali possiedono qualcosa di misterioso: è come se quei bagni influenzassero l’umore degli uomini, dando loro il coraggio di esprimere cose che non avevano mai riferito a nessuno. Quando dal giorno si passa alla notte, i due iniziano a confessare i propri sentimenti e la paura di perdere per sempre il loro migliore amico…
Debutto nel lungometraggio del regista portoghese, il film utilizza elementi (narrativi) come l’acqua e l’oscurità: nell’acqua si fluttua, perdendo la gravità, facendo assumere ad ogni cosa una relatività nel tempo e nello spazio; adattandoci invece all’oscurità, possiamo vedere qualcosa che prima non riuscivamo a percepire, come ad esempio le stelle, molto importanti in questa pellicola. Azorín affida ai suoi personaggi parole intime che non avrebbe mai osato dire ai suoi amici. Il (suo) cinema è un’esperienza fugace eppure duratura, come la vita stessa, effimera, ma anche confortevole ed eterno rifugio. Un film magnetico, non del tutto convincente, ma affascinante. Un nuovo autore da tenere d’occhio.
Voto: 6 e 1/2
ANOCHE CONQUISTE TEBAS – UNA CLIP
Paolo Dallimonti





