Gu Shi: la recensione del film del 2026 diretto da Amie Song, con Hu Ling, Wu Wei, Audrey Zhang, Chen Xuanyu e Wang Maiqi.
Una famiglia di quattro persone – Padre, Madre, Figlia e Figlio – arriva in una misteriosa casa tra l’oceano e la foresta, portando con sé una crisi impossibile da nominare. Quello che doveva essere un soggiorno temporaneo si prolunga in uno strano limbo. Dopo che un incidente costringe il Figlio a letto, la famiglia si ritrova a raccontare storie sull’oceano, un rituale attraverso cui sembra possibile dimenticare. Tormentata da incubi ricorrenti, la Figlia comincia a intuire che i vuoti nei suoi ricordi d’infanzia sono legati alla casa e a una ragazza con un vestito verde. Quando il passato torna a galla e il confine tra realtà e racconto si dissolve, dovrà scegliere il proprio modo di ricordare.


GU SHI – IL TRAILER ORIGINALE

GU SHI – LA RECENSIONE

Una famiglia di quattro persone – Padre, Madre, Figlia e Figlio – arriva in una misteriosa casa tra l’oceano e la foresta, portando con sé una crisi impossibile da nominare. Quello che doveva essere un soggiorno temporaneo si prolunga in uno strano limbo. Dopo che un incidente costringe il Figlio a letto, la famiglia si ritrova a raccontare storie sull’oceano, un rituale attraverso cui sembra possibile dimenticare. Tormentata da incubi ricorrenti, la Figlia comincia a intuire che i vuoti nei suoi ricordi d’infanzia sono legati alla casa e a una ragazza con un vestito verde. Quando il passato torna a galla e il confine tra realtà e racconto si dissolve, dovrà scegliere il proprio modo di ricordare. “Gu shi” può essere letto come un misterioso dramma familiare, anche se la regista sembra più interessata a come le dinamiche della famiglia funzionino come allegoria politica del nostro presente. Quando il passato è stato cancellato e il presente resta sospeso, che ne è del futuro?
Il film ruota attorno a un segreto di famiglia sepolto e ai diversi modi in cui ciascun membro affronta, o rimuove, il proprio passato. Il Padre manipola la memoria e ricorre alla violenza per mantenere il controllo. La Madre, oppressa da un trauma mai espresso, sopravvive nel silenzio. La Figlia eredita soltanto frammenti del passato, sospesa tra verità ricordate a metà. Il Figlio, ignaro di ciò che è accaduto prima di lui, si rifugia nella distrazione e nel distacco.
Mentre le loro storie si svelano, il film diventa una riflessione sulla fragilità della memoria e sul timore di dimenticare, in un’epoca in cui l’amnesia collettiva sembra sempre più diffusa. La narrazione procede curiosamente attraverso dei racconti fantastici, condotti dai vari personaggi, che dovrebbero esplicitare quanto nascosto da tutti. Pur essendo affascinante per alcuni versi, anche attraverso atmosfere sospese, la pellicola finisce per non coinvolgere fino in fondo lo spettatore, rivelandosi soltanto un bluff.

Voto: 6

Paolo Dallimonti