The Turning – La Casa del Male: la recensione umorale del film del film diretto da Floria Sigismondi, con Mackenzie Davis, Finn Wolfhard, Brooklyn Prince e Joely Richardson.
La pellicola è basata sul romanzo Il Giro di Vite (The Turn of the Screw) di Henry James.


THE TURNING – LA TRAMA

In una misteriosa e decadente tenuta sulla costa del Maine, una tata viene incaricata di occuparsi della cura di due orfani molto “particolari”. Molto presto scopre che sia i bambini che la casa nascondono oscuri segreti e le cose potrebbero non essere come sembrano.

THE TURNING – LA RECENSIONE

Premesso che non amo particolarmente l’horror, come ho più volte ribadito in alcuni articoli precedenti, ogni tanto mi cimento nella visione di questo genere che, alla data di oggi, sembra aver detto ormai quasi tutto quello che c’era da dire. Dagli albori del cinema al presente, abbiamo avuto modo di assistere a horror che si basano su incubi, follia, possessioni di persone, pagliacci, macchine indiavolate, riti satanici, riti esoterici, resurrezioni di animali, e chi più ne ha più ne metta.

“The Turning, la casa del male”, stando al titolo, non promette nulla di originale. E la prima domanda che infatti mi è balzata alla mente è stata: “un altro film su di una casa maledetta? Speriamo di no”.
Ed ho cominciato la visone.

Il film è sapientemente, o furbamente a seconda dei punti di vista, ambientato nell’anno della morte di Kurt Cobain (Aprile 1994 n.d.a.). Quindi dimenticate la tecnologia, i cellulari, internet e tutto quello che potrebbe dare possibilità di chiedere aiuto od informarsi in modo veloce e pressoché immediato: Gioia per gli sceneggiatori, tensione in più per gli spettatori.
Bene ma non benissimo. Perché se è vero che l’assenza di comunicazione con il mondo è uno dei capisaldi per creare tensione, dall’altro canto rende il film già leggermente “datato” in partenza.

The Turning narra la storia di una maestra di scuola elementare Kate Mandel (Mackenzie Davis) che viene assunta come precettrice privata di una bambina Flora Fairchild (Brooklynn Prince) a cui sono morti i genitori in un incidente.
Nella sontuosa villa con scuderie anesse e tenuta di svariati ettari, abita anche la storica tutrice della famigliaFairchild,  Mrs. Grose (Barbara Marten) e poco dopo arrivarà anche il fratello della piccola flora, Miles (Finn Wolfhard) che abbia già visto nella serie tv Stranger Things.
Ed è tra l’interazione tra loro quattro che inizia e si sviluppa tutto il film in una continua oscillazione tra presente e ricordi del passato, detto e non detto, ombre e luci, silenzio e rumori indistinti. Anche se sembra mancare di qualcosa.

Non manca assolutamente l’interpretazione degli attori: la piccola Flora è un perfetto equilibrio tra tenerezza e simil-follia, Miles un inquietante osservatore e fiero del proprio status sociale, Kate e Mrs. Grose perfettamente in parte.

Non sono i movimenti di macchina né la fotografia a mancare, anzi! La regia è estraniante al punto giusto e la fotografia molto curata soprattutto nei giochi di chiaroscuro.
Ho avuto bisogno di qualche giorno per capire il difetto, se può essere chiamato tale, di questo film: la storia non è perfettamente chiara.
Mi spiego: non sono ancora riuscito a capire il senso del finale.
Guardatelo e aiutatemi!
Buona visione.

THE TURNING – IL TRAILER ITALIANO

Edoardo Montanari