A Proposito di Nessun Dolore – La Recensione

Nessun Dolorela recensione del film del 2026 diretto da Gianni Amelio, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea.
La vita di Davide viene sconvolta da un tragico evento, involontariamente causato da lui stesso. Questo fatto dirompente spinge Davide, devastato dal senso di colpa, a intraprendere una serie di azioni apparentemente irragionevoli che lo porteranno a pagare delle gravi conseguenze. Grazie anche al forte legame affettivo con Elsa, Davide forse riuscirà a ritrovare una serenità inaspettata.
Il film arriverà nei cinema italiani il 14 settembre 2026.

NESSUN DOLORE – IL TRAILER

NESSUN DOLORE – LA RECENSIONE

Gianni Amelio torna dopo due anni alla Mostra del Cinema di Venezia con un film, fuori concorso, che richiama i tem(p)i de “Lamerica” e, in minor parte, de “Il ladro di bambini”. La storia, surreale e iperbolica, di Davide diventa un’ampia metafora della questione migratoria nel nostro paese. I sensi di colpa, peraltro alquanto pretestuosi, del protagonista, che lo portano a compiere gesti assurdi e apparentemente inspiegabili, fino a pagare con la perdita della propria libertà civile, vorrebbero essere quelli di un’intera nazione. Ma la confusione regna sovrana e la vicenda si sviluppa quasi per inerzia, per accumulazione, mentre Davide si aggira per la città come uno zombi. Anche il titolo, “Nessun dolore”, che vorrebbe alludere a una qualche catatonia o anestesia del personaggio principale, appare contraddittorio, poiché il principale motore delle sue azioni sembra essere proprio una reazione, decisamente smisurata, all’aver involontariamente causato l’incidente del bambino. Girata da un altro regista, o paradossalmente dallo stesso Amelio con la grinta di almeno trent’anni fa, e con un attore portatore di un maggiore conflitto drammatico, quale ad esempio Enrico Lo Verso, la pellicola avrebbe avuto una riuscita assai differente. Quando il contributo politico di un film rischia di dare ragione alla parte avversa rispetto a quella dell’autore.
Voto:
5

Paolo Dallimonti

This website uses cookies.