Good Boy: la recensione del film del 2025 diretto da Ben Leonberg interpretato da Shane Jensen, Arielle Friedman e Larry Fessenden. Il film arriverà prossimamente nei cinema italiani distribuito da Maestro Distribution.
Ti sei mai chiesto perché il tuo cane fissa gli angoli vuoti, abbaia senza motivo o si rifiuta di entrare nel seminterrato? Good Boy è la storia di un cane che vede tutto ciò che si aggira e fa paura nella notte. Niente animali parlanti, solo spaventi terrificanti.

Good Boy Poster

GOOD BOY – LA RECENSIONE

È già considerato un piccolo fenomeno di culto ancor prima dell’uscita in sala, e non a torto: Good Boy, opera prima di Ben Leonberg e film d’apertura della XXIII edizione di Alice nella Città, porta una ventata d’originalità nel panorama del cinema di genere. Leonberg parte da un’idea tanto semplice quanto originale: un film su una casa stregata, ma raccontato dal punto di vista del cane di famiglia, e costruisce un horror che alterna tensione, malinconia e momenti di puro affetto animale.

Il protagonista è Indy, un pastore devoto e sensibile che si trasferisce con il suo padrone Todd in una vecchia casa di campagna. Sin dall’inizio, Indy percepisce ciò che gli umani non possono vedere: ombre che si muovono, corridoi che respirano, e presenze che sembrano sussurrare dal passato. È lui, e solo lui, a comprendere che quella casa è viva, o meglio, infestata, e che qualcosa di oscuro vuole impossessarsi del suo amato compagno umano.

Leonberg gioca con i codici del genere: la casa stregata, il fantasma del cane morto, i presagi visivi, ma li rovescia grazie a un punto di vista inedito e sorprendentemente empatico. Vedere la paura attraverso lo sguardo di un cane rende ogni scricchiolio più viscerale, ogni minaccia più immediata. La regia lavora con intelligenza sullo spazio e sulla soggettiva animale, alternando piani bassi e movimenti nervosi che fanno sentire lo spettatore parte della prospettiva di Indy.

Il film è tanto un horror quanto una storia d’amore e lealtà: quella tra un cane e il suo padrone. Quando Todd inizia a cadere vittima delle forze oscure della casa, Good Boy diventa una lotta disperata per la sopravvivenza e la salvezza, in cui il coraggio animale si trasforma in eroismo puro. Non mancano i momenti di genuino terrore – Leonberg dimostra una sorprendente padronanza del ritmo e dell’atmosfera – ma ciò che resta impresso è la delicatezza emotiva che lega i protagonisti.

Pur non inventando nuovi mostri, Good Boy riesce a reinventare la prospettiva dell’horror domestico, restituendolo a una dimensione più intima e universale: la paura di perdere chi si ama. È un film che colpisce per sincerità e inventiva, capace di parlare tanto agli appassionati del genere quanto a chi cerca nel cinema una storia di empatia e sacrificio.

Con il suo mix di brivido, tenerezza e malinconia, Good Boy ci ricorda, in fondo, una verità semplice ma potentissima: anche di fronte al male più oscuro, un “bravo ragazzo” sa ancora cosa significa essere fedele fino alla fine.
Voto 7

GOOD BOY – IL TRAILER

Marco Visco