Eddington: la recensione del film del 2025 diretto da Ari Aster interpretato da Joaquin Phoenix,Emma Stone,Pedro Pascal,Austin Butler, conLuke GrimeseMicheal Ward. Il film uscirà nei cinema italiani il17 ottobre 2025conI Wonder Picturesin collaborazione conWise Pictures.
Maggio 2020. In una piccola cittadina del New Mexico, lo scontro tra lo sceriffo locale (Phoenix) e il sindaco (Pascal) innesca un’escalation di tensione, trasformando Eddington in una polveriera pronta a esplodere. Mentre la comunità si frantuma in fazioni contrapposte, diffidenza e paura prendono il sopravvento in un susseguirsi di colpi di scena.

EDDINGTON – LA RECENSIONE
Con Eddington, Ari Aster firma un film politico e spiazzante. Un racconto sospeso fra distopia e realtà, un’istantanea inquietante di un Paese che guarda dentro il proprio abisso di un provincia americana: un microcosmo attraversato da tensioni, sospetti e derive morali. Un film sul collasso della fiducia, sulla paura dell’altro, e su come il sogno americano si possa trasformare, impercettibilmente, in incubo.
Ambientato nel maggio 2020, nel pieno della pandemia da Covid, Eddington unisce distopia e realismo in un racconto che scava nelle contraddizioni più oscure a stelle e strisce. Lo scontro tra lo sceriffo interpretato da Joaquin Phoenix e il sindaco portato in scena da Pedro Pascal diventa una metafora della disgregazione sociale, tra paranoia, potere, paura e complotti. Accanto a loro, Emma Stone e Austin Butler danno corpo a personaggi che oscillano tra idealismo e disperazione, intrappolati in un gioco di potere e paura.
La prima parte del film si muove con un ritmo lento e calcolato: Aster costruisce l’atmosfera con tempi di osservazione, di rumori di fondo, di silenzi sospesi. Poi, Eddington cambia ritmo: la tensione cresce, la violenza monta, e la narrazione si apre in una spirale di caos morale e civile. ll tono, a tratti, richiama quello dei fratelli Coen: ironia nera, tragedia e assurdo convivono in un equilibrio perfettamente calibrato.
Mentre il mondo sembra crollare, Eddington diventa una riflessione sulla fragilità delle istituzioni e sull’illusione del controllo, ma anche una riflessione moderna su complotti, fake news e sull’opinione pubblica mutevole, in piena campagna elettorale. Aster costruisce un racconto che parla del presente pur fingendo di appartenere al passato recente, e lo fa con maestria, in bilico tra thriller psicologico, satira e dramma politico.
Un’opera ambiziosa e ipnotica, che ti farà guardare la realtà con lenti polverose, ma lucidissime. Costringendoci a riflettere su ciò che resta quando la paura diventa linguaggio comune.
Voto 7,5
EDDINGTON – IL TRAILER
Marco Visco





