Elisa:la recensione del film del 2025 diretto da Leonardo Di Costanzo, interpretato da Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon, Valeria Golino. Tratto dal libro Io volevo ucciderla di Adolfo Ceretti, Lorenzo Natali.
Elisa, trentacinque anni, è in carcere da dieci, condannata per avere ucciso la sorella maggiore e averne bruciato il cadavere, senza motivi apparenti. Sostiene di ricordare poco o niente del delitto, come se avesse alzato un velo di silenzio tra sé e il passato. Ma quando decide di incontrare il criminologo Alaoui e partecipare alle sue ricerche, in un dialogo teso e inesorabile i ricordi iniziano a prendere forma, e nel dolore di accettare fino in fondo la sua colpa Elisa intravede, forse, il primo passo di una possibile redenzione.

ELISA – LA RECENSIONE
La trentacinquenne Elisa è detenuta in un carcere modello in Svizzera, dove sta scontando dieci anni di carcere, dopo la condanna per aver ucciso la sorella maggiore ed averne bruciato le spoglie, senza un motivo apparente, ed aver tentato di fare lo stesso con la madre. Non ricorda nulla del delitto, ma quando decide di incontrare il criminologo Alaoui e partecipare alle sue ricerche, in un dialogo teso e inarrestabile i suoi ricordi iniziano a riemergere e, nel dolore di riconoscere ed accettare la propria colpa, Elisa inizia ad intravedere il possibile primo passo di una qualche redenzione… Visto dal regista come una sorta di continuazione, di seguito ideale del suo Ariaferma del 2021, ambientato in un tipico carcere italiano, molto meno “modello”. Se lì Di Costanzo si concentrava sulle relazioni umane dietro le sbarre, lasciando fuori i crimini commessi dai detenuti, Elisa racconta il percorso interiore di una donna che ha compito un atto di estrema violenza. Il film si ispira agli studi dei criminologi Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali, che da anni conducono ricerche sull’agire violento e sugli autori di crimini efferati, compresi quelli, come il caso qui narrato, non derivanti da marginalità sociali, né da patologie psichiatriche. La pellicola però, pur giovandosi dell’interpretazione della mai troppo lodata Barbara Ronchi, si dilunga per quasi due ore senza trovare la propria anima. Forse a causa dell’eccessiva freddezza di un personaggio con cui è difficile, se non impossibile, empatizzare, lo spettatore rimane quasi escluso da questo tentativo inconsueto di “coming-of-age”, che resta poco più di un’occasione sprecata.
Voto: 6
ELISA – IL TRAILER
Paolo Dallimonti





