Articolo 1:la recensione del film del 2025 diretto da Luca Bianchini, interpretato da Raffaella Di Cicco, Marco Maltagliati e Lucia Sarconio.
Il primo articolo della Costituzione dice che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Ma quanto costa, in vite umane segnate o spezzate, questo diritto? La risposta è nelle storie di Lucia, Raffaella e Sandro, protagonisti o testimoni di tre vite calpestate a causa della mancata sicurezza sul lavoro e raccolte da Luca Bianchini nel filmArticolo 1. Il film non è solo un documento, ma un omaggio alle tante vite spezzate in questi anni, un invito a non dimenticare, riflettendo su un sistema che troppo spesso considera i lavoratori numeri e non esseri umani. Di questa realtà «inammissibile» parlano le Giornate degli Autori. In collaborazione con Alveare Cinema.

Articolo 1 Film

A CHE PREZZO LA VITA? ARTICOLO 1 – LA RECENSIONE

Tre incidenti sul lavoro, tutti fatali tranne uno, che però ha cambiato radicalmente l’esistenza della sua protagonista. Le storie di Luca, Raffaella e Sandro ricordano come una vita spezzata sul lavoro colpisca non solo il singolo, ma l’intera comunità, a partire dalla famiglia, che sta intorno a lui. Il primo articolo della Costituzione, come ricorda il titolo, dice che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Ma un tale diritto sembra avere dei costi immensi, inammissibili. Il film non vuole essere solo un documento, ma un omaggio alle tante esistenze interrotte in questi anni, un invito a non dimenticare, riflettendo su un sistema che troppo spesso considera i lavoratori numeri e non esseri umani. Il documentario di Luca Bianchini, nella sua semplicità e linearità, vuole esplorare l’impatto umano delle tragedie e restituire dignità alle vittime, trasformandole da numeri a persone. Importantissimo ed imprescindibile per ciò che racconta, un po’ meno per il “come”. Dovuto.
Voto: 6 e 1/2

A CHE PREZZO LA VITA? ARTICOLO 1 – CLIP

Paolo Dallimonti