DOM:la recensione del documentario del 2025 diretto da Massimiliano Battistella, con Mirela Hodo, Kristaq Nina, Denis Nina, Mathias Nina.
Nel film diretto da Massimiliano Battistella, la memoria individuale si intreccia con la grande Storia: immagini rare della Sarajevo sotto assedio dialogano con ricordi intimi e incontri chiave, in un percorso di rinascita e appartenenza. Archivi visivi e interviste autentiche costruiscono un racconto capace di restituire il senso di una città distrutta e di persone che non dimenticano.



DOM Poster

DOM – LA RECENSIONE

Mirela, quarantenne bosniaca, vive a Rimini con il compagno e i due figli. Spinta da un passato irrisolto, torna a Sarajevo, dove ha vissuto fino all’età di dieci anni all’orfanotrofio Dom Bjelave. Evacuata su un convoglio umanitario allo scoppio della guerra, ritrova ora gli amici d’infanzia: Amela, la sua migliore amica, Branko, una figura quasi fraterna, e altri ancora. Insieme riscoprono la città e l’istituto, ora ricostruito, che un tempo l’aveva accolta. Inizialmente riluttante e incerta nel sentimento verso il ricordo della madre, Mirela avverte un senso di perdita indefinito ma potente. Il suo viaggio si trasforma in una ricerca della madre, e di se stessa, che la conduce al villaggio dove è nata, nella Republika Srpska, per recuperare il suo certificato di nascita. Una strada tutta in salita, di coraggio e riconquista, per rispondere a un falso quesito: chi legittima il mio stare al mondo, quando io per prima «mi sento come un fiore, come venuta dalla terra»? Attraverso filmati d’archivio della Sarajevo assediata e ricordi intimi, il film intreccia la memoria personale con la storia di un intero popolo. Le due anime di Mirela: essere madre oggi ed essere figlia, ieri e oggi, con ancora addosso le stigmate dell’abbandono. Battistella porta avanti un potente racconto sull’identità, sui danni della guerra ed anche su quelli dell’assistenzialismo. Il tutto girato in un “antico” formato 4:3, che vuole comprimere lo spazio in un quadro psicologico ravvicinato. Nostalgico.
Voto: 7

Paolo Dallimonti