Il mago del Cremlino (Le mage du Kremlin):la recensione del film del 2025 diretto da Olivier Assayas, con Paul Dano, Alicia Vikander, Tom Sturridge, Will Keen, Jeffrey Wright, Jude Law. Il film, tratto dal romanzo Le Mage du Kremlin di Giuliano da Empoli, sarà distribuito nelle sale cinematografiche italiane da 01 Distribution, un’esclusività I Wonder Pictures e Italian International Film.
Russia, primi anni Novanta. L’URSS è crollata. Nel caos di un Paese che cerca di ricostruirsi, Vadim Baranov, un giovane brillante, sta per trovare la propria strada. Prima artista d’avanguardia, poi produttore di reality show, diventa spin doctor di un ex agente del KGB in ascesa: Vladimir Putin. Immerso nel cuore del sistema, Baranov plasma la nuova Russia, confondendo i confini tra verità e menzogna, credenze e manipolazione. Ma c’è una figura che sfugge al suo controllo: Ksenia, donna libera e inafferrabile, che incarna la possibilità di fuga, lontano da questo gioco pericoloso. Quindici anni dopo, ritiratosi nel silenzio e avvolto nel mistero, Baranov accetta di parlare, rivelando i segreti occulti del regime che ha contribuito a costruire..

Il Mago Del Cremlino Poster

IL MAGO DEL CREMLINO – LA RECENSIONE

Ispirandosi al romanzo omonimo di Giuliano Da Empoli, Assayas mette su un racconto lunghissimo che cerca di raccontare l’ascesa in Russia di vladimir Putin. Vadim Baranov (un misurato Paul Dano, l’attore più sottovalutato di sempre) è un giovane e brillante produttore di reality show che diventa lo spin-dottor del futuro “zar” di Russia. La caduta dell’Unione Sovietica, la ricerca dell’uomo forte e una serie di sfortunati eventi hanno condotto alla situazione che è sotto gli occhi di tutti. Prendendo spunto, in maniera molto romanzata, dalla vera figura di Vladislav Surkov, il regista, con la collaborazione di Emmanuel Carrère cerca di ricostruire oltre trent’anni di storia russa (e mondiale). Pur se didatticamente ineccepibile e anche vitale, il film si avvale di troppe cornici narrative – almeno due, più un’altra per ogni nuovo personaggio – in assenza di dinamiche narrative valide al punto da giustificarle. Così va in scena un lungo sproloquio, più letterario che cinematografico, un affresco didascalico, degno di essere fruito più per le interpretazioni degli attori che per altro. Un incommensurabile Jude Law presta anima (poca) e corpo (tanto) a Vladimir Vladimirovič Putin. La storia narrata prende poi qualche piega che la discosta dalla Storia, come nel finale, cupissimo, in cui si conferma, come era solito dire Francesco Cossiga a Silvio Berlusconi, che “dove arriva il teleobiettivo, arriva anche il mirino del fucile”. Didattico.
Voto: 6 e 1/2

IL MAGO DEL CREMLINO – IL TRAILER

Paolo Dallimonti