Chiet Chea Manusa (Becoming Human):la recensione del film del 2025 diretto da Polen Ly, con Savorn Serak, Piseth Chhun.
Thida, spirito guardiano di un vecchio cinema in via di demolizione, deve fare i conti con la propria esistenza di fantasma e con la scelta della rinascita. Quando incontra Hai, un umano con cui stringe un profondo legame, il loro rapporto costringe Thida ad affrontare non solo il suo destino spirituale, ma anche la realtà di un Paese in profondo cambiamento sociale.

BECOMING HUMAN – LA RECENSIONE
Thida è lo spirito guardiano di un vecchio cinema in via di demolizione. Deve fare i conti con la propria esistenza di fantasma e con la scelta della rinascita. Quando incontra Hai, un umano con cui stringe un profondo legame, il loro rapporto la costringe ad affrontare non solo il suo destino spirituale, ma anche la realtà di un Paese in profondo cambiamento sociale… Un viaggio meditativo per riflettere che cosa significhi essere “umani” in un paesaggio colpito da traumi e trasformazioni. Il regista, figlio di una famiglia che ha vissuto il genocidio cambogiano, pur essendo immerso nel presente, vuoi rappresentare nel legame tra i due protagonisti la confluenza tra le vecchie e le nuove generazioni. Condividono la stessa fragilità: entrambi di fronte alla scelta se avanzare o meno verso la fase successiva della vita. La resilienza appare una qualità indispensabile. Esseri umani, in questo scenario traumatico, vuol dire trovare la capacità di prosperare insieme gli uni con gli altri, con compassione. (Sovr) Umano.
Voto: 7
BECOMING HUMAN – IL TRAILER
Paolo Dallimonti





