Anomalisa: la recensione della pellicola di Charlie Kaufman con i disegni di Duke Johnson, film d’animazione in stop motion presentato in concorso alla 72 edizione del Festival di Venezia finanziato da kickstarter e in uscita nelle sale cinematografiche italiane il 25 febbraio 2016.

ANOMALISA – LA TRAMA

Michael Stone, marito, padre e stimato autore di “How May I Help You Help Them?” (Come posso aiutarvi ad aiutarli?) è un uomo paralizzato dalla banalità e dalla noia della sua vita. In viaggio per lavoro a Cincinnati, dove deve parlare a una conferenza per professionisti del ramo del customer service, si registra al Fregoli Hotel. Qui, con suo grande sorpresa, scopre una possibile via d’uscita dalla sua disperazione che ha le sembianze di una modesta addetta alle vendite di prodotti da infornare che viene da Akron, Lisa, che potrebbe essere – o non essere – l’amore della sua vita. Paesaggio onirico meravigliosamente tenero e ridicolmente spiritoso creato dalle menti brillanti di Charlie Kaufman (SYNECDOCHE, NEW YORK) e Duke Johnson (l’episodio ‘Abed’s Uncontrollable Christmas’ di “Community”), questo incantevole film d’animazione stop-motion è interpretato dalle voci di Jennifer Jason Leigh, Tom Noonan e David Thewlis e ha una bellissima colonna sonora, prevalentemente d’archi, di Carter Burwell. ANOMALISA, il viaggio stop-motion comicamente dark e surreale della lunga notte di un uomo e della sua anima, conferma la posizione di Charlie Kaufman nel gotha dei più importanti cineasti americani, e rivela la potente forza creativa di Duke Johnson.

ANOMALISA – LA RECENSIONE

Il problema, in fin dei conti, non è la quotidianità delle relazioni, l’abitudine della routine, le chiamate che si fanno all’amata durante la cena. Il problema è l’anomalia che si prova all’inizio, la voce così diversa che ci cattura, il desiderio spasmodico di sapere tutto e la voglia di baciarla.
Pensiamo che tutto duri per sempre e invece il giorno dopo ci infastidiamo per il modo in cui mastica, perchè si è permessa di dare un consiglio sul rapporto con i nostri figli.
Anomalisa parla di questo, parla dell’eccitamento e della delusione in un contesto urbano deprimente e meccanico come quello in cui viviamo.
Un aereo che decolla, un tassista chiaccherone, le solite banalità sulle cose da vedere in una nuova città ci introducono a Michael Stone, un motivatore che si reca nella città di Cincinnati per tenere una conferenza sul servizio clienti.
Attorno a lui finte persone servizievoli, una telefonata a casa, un frigo bar pronto a dargli coraggio e un discorso da ripassare. Michael ha bisogno di sentire una voce diversa, di provare qualcosa di nuovo, di infatuarsi di qualcuno e sentirsi vivo. Ci prova prima con una vecchia fidanzata lasciata 10 anni prima e poi con una ragazza conosciuta in un hotel, Lisa, con una voce accattivante, ingenua e disponibile.

La stop motion ci dona realismo fin dalle prime riprese, ci rassicura con i dettagli degli oggetti e ci sorprende con una scena di sesso quanto mai credibile.
Michael e Lisa si abbandonano a loro stessi così come fanno due semi sconosciuti che si vogliono per la prima volta: tanti “scusa” all’inizio per poi concedersi il sempre più veloce ritmo del piacere.
Michael si sente vivo per un attimo perchè come sempre tutto dura per un attimo. Prima le manie di persecuzione in sogno e poi il vano e inutile tentativo di resistere alla vita.
Tutto ritorna cupo e grigio, le voci ritornano sullo sfondo e niente è più così interessante. Un film che ha il grande merito di farci sentire in modo poetico la pesantezza dei pensieri dei personaggi, l’imbarazzante ingenuità di una ragazzina di provincia, la voglia di qualcosa e la consapevolezza che questa ben presto svanirà.
Il problema non è l’assenza della passione, ma aver intravisto anche per poco un’anomalia.

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ANOMALISA – TRAILER ITALIANO

Marta Leggio