Invisibili:la recensione del film diretto da Ambra Principato, in arrivo al cinema dal 17 luglio 2025 distribuito da Fandango. Nel cast Justin Alexander Korovkin, Sara Ciocca, Zoe Nochi, Gabriele Rizzoli, Gabriele Verde, Aurora Cancian e Piergiorgio Bellocchio.
“Invisibili” è la storia di Elise, una ragazza per cui l’invisibilità è una prigionia, e Tommy, un ragazzo che invece vorrebbe sparire per sfuggire al dolore. Tra i due nascerà un legame che li aiuterà ad affrontare le proprie paure. Un racconto intenso sull’accettazione, la crescita e il rapporto genitori/figli.

INVISIBILI – LA RECENSIONE
L’insostenibile leggerezza dell’etere
Due anni dopo il suo interessante esordio alla regia, Hai mai avuto paura, ispirato al romanzo “Io venga pieno d’angoscia a rimirarti” di Michele Mari, che rileggeva in chiave fantasy l’adolescenza di Giacomo Leopardi, Ambra Principato torna con la sua opera seconda, frequentando ancora il genere fanta-horror. E sceglie ancora una volta come protagonista il giovane attore Justin Alexander Korovkin, perfetto anche qui con il suo physique-du-role per il ruolo interpretato.
Tommy si trasferisce dai nonni in un paesino sperduto del nord-Italia poiché la madre, che soffre di disturbi psichici, è ricoverata presso un istituto di cura. Chiuso e sensibile, il giovane, che sfoga nei suoi curiosi disegni il proprio disagio, fa la conoscenza di Elise (Sara Ciocca), una ragazza ribelle ed incompresa e di Sara (Zoe Nochi), una simpatica fotografa. Ma Tommy, scoprendo di avere un dono, svelerà il segreto nascosto da Elise…
Coming-of-age travestito da horror, Invisibili affronta in maniera inedita anche il rapporto tra genitori e figli, non sempre facile, come quello dei protagonisti. Se in Hai mai avuto paura i temi erano la licantropia e il romanzo storico, qui si affrontano l’aldilà e il bullismo, con una strizzata d’occhio agli horror orientali, in particolare nel pre-finale.
Poco prima della metà del film, l’argomento viene svelato, spostando il registro narrativo verso un racconto più intimo, scegliendo un andamento più tradizionale e rassicurante, meno originale, ma funzionale al procedere della storia.
La pellicola gioca con il concetto di invisibilità dei due personaggi principali: Tommy è un ragazzo particolare e sensibile, che ha ereditato dalla madre un dono, il quale lo rende molto simile a lei, permettendogli di capirla, ma venendo così isolato dai suoi coetanei; Sara è stata rinchiusa dal destino in una prigione, risultando invisibile ai più. Tutti e due hanno ancora una possibilità: se per la seconda è più in dirittura d’arrivo, per il primo può essere solo un (nuovo) inizio. La regista affronta infine il rapporto tra genitori e figli: entrambi i protagonisti non riescono più a comunicare, chi con il padre, chi con la madre.
Invisibili è necessariamente ambientato qualche decennio indietro, in un mondo dove per comunicare si usava ancora il telefono fisso e dove le fotografie si scattavano solo con la macchina fotografica. La cornice retrò è fondamentale per il dispiegarsi della trama, che le odierne tecnologie renderebbero altrimenti priva di senso, azzerando buona parte dell’alone di mistero che l’avvolge.
L’opera seconda di Ambra Principato sfugge alla regola inflessibile che la vuole molto più difficile della prima, confermando il talento di una regista che si ostina a praticare con successo il cinema di genere in un paese in cui è quasi scomparso, pur piegandolo senza remore alla propria espressività.
INVISIBILI – IL TRAILER
Paolo Dallimonti





