Look Back: la recensione del film del 2026 diretto da Hirokazu Koreeda, con Natsuki Deguchi, Aju Makita, Furi Nanase, Rokka Okada, Masaki Suda, Kankuro Kudo e Kayo Noro.
Fujino, adolescente determinata e piena di talento, sogna di diventare una mangaka. Kyomoto, schiva e solitaria, vive quasi sempre chiusa nella sua stanza, dedicando ogni istante al disegno. Unite dalla stessa passione, le due ragazze, cresciute in una piccola città, inseguono per tredici anni il sogno di diventare autrici di manga.

LOOK BACK – IL TRAILER ORIGINALE
LOOK BACK – LA RECENSIONE
Fujino, adolescente determinata e piena di talento, sogna di diventare una mangaka. Kyomoto, schiva e solitaria, vive quasi sempre chiusa nella sua stanza, dedicando ogni istante al disegno. Unite dalla stessa passione, le due ragazze, cresciute in una piccola città, inseguono per tredici anni il sogno di diventare autrici di manga.
Tratto da un manga e dal relativo anime di successo, l’ultimo film del prolifico ed instancabile Hirokazu Koreeda è una lunga e riuscita dissertazione sull’elaborazione del lutto. E, ovviamente, è un’opera che parla di se stessa, poiché le protagoniste sono due giovanissime e determinate autrici di fumetti. In un sofisticato gioco di specchi, un prodotto della creatività umana racconta di chi, fin dall’adolescenza, non ha sognato di fare altro: dare sfogo alla propria, inarrestabile fantasia. Due personaggi che sono due facce della stessa medaglia: se Fujino è lo spirito più imprenditoriale e creativo, Kyomoto è la parte più artistica e poetica, compensandosi perfettamente l’un l’altra.
Sicuramente la pellicola non ha tra le sue principali caratteristiche l’originalità, in quanto versione live-action di opere disegnate, ma il regista giapponese riesce a imprimere al racconto la sua personale impronta, rendendola affascinante e avvincente. La creazione artistica viene qui raccontata attraverso il candore dell’adolescenza e dell’amicizia; la scoperta della vita e la curiosità verso il futuro, quest’ultimo non sempre in linea con quello che avremmo voluto per noi e per gli altri, assume una cifra rara e poetica, grazie alla delicatezza di un autore che continua ad incantare, senza mai stancare.
Voto: 7 1/2
Paolo Dallimonti