40 Secondi: la recensione del film del 2025 diretto da Vincenzo Alfieri, con Francesco Gheghi, Enrico Borello, Francesco Di Leva, Beatrice Puccilli, Justin De Vivo, Giordano Giansanti, Luca Petrini, Maurizio Lombardi, Sergio Rubini. Il film, nei cinema italiani dal 19 novembre 2025 con Eagle Pictures, è tratto dal libro di Federica Angeli.
Un litigio per un semplice equivoco si trasforma in un pestaggio di una violenza inaudita ai danni di Willy Monteiro Duarte, un ragazzo di ventuno anni che, in 40 secondi, viene ucciso. Ispirato a una storia vera, il film ripercorre le ventiquattro ore che precedono il tragico evento, in cui si intrecciano incontri casuali, rivalità e tensioni latenti: un viaggio attraverso la banalità del male che indaga la natura umana e i suoi condizionamenti.

40 Secondi Poster

40 SECONDI – LA RECENSIONE

40 Secondì, liberamente ispirato al libro di Federica Angeli sulla tragica morte di Willy Monteiro Duarte, rappresenta un’occasione cinematografica mancata. Il film tradisce la memoria di un fatto di cronaca reale e recente (i fatti risalgono al 6 settembre 2020), trasformandolo in un prodotto standardizzato che ricorda più un teen drama televisivo che una riflessione seria sulla violenza. La scelta di stravolgere i fatti, cambiare i nomi e costruire personaggi stereotipati – i bulli cattivi perché figli di una famiglia problematica, la ragazza ingenua che sogna di fuggire dal paesino, il ragazzo isolato in cerca di accettazione – svuota completamente la portata della storia vera.
Questi cliché adolescenziali appiattiscono la complessità e la brutalità dell’omicidio di Willy: se l’intenzione era creare un dramma giovanile generico, perché attingere a una tragedia reale e per di più recente? Il risultato è un film che non rispetta né la verità dei fatti né delle vittime, riducendo tutto a formule narrative preconfezionate.
Un’opera discutibile che solleva interrogativi etici sul confine tra ispirazione e sfruttamento.


40 SECONDI – TRAILER

Sara Gentili