Dracula l’Amore Perduto:la recensione del film del 2025 diretto da Luc Besson, interpretato da Caleb Landry Jones, Christoph Waltz, Zoe Bleu, Matilda De Angelis, Ewen Abid, Guillaume De Tonquedec. Il film arriverà nei cinema italiani dal29 ottobreconLucky Red.
Transilvania, XV secolo. Il principe Vladimir, dopo la perdita improvvisa della sua amata, rinnega Dio, ereditando così una maledizione eterna: diventare un vampiro. Condannato a vagare nei secoli, sfida il destino e la morte stessa, guidato da un’unica speranza: ritrovare l’amore perduto.

DRACULA L’AMORE PERDUTO – LA RECENSIONE
Con Dracula l’Amore Perduto (2025), Luc Besson affronta uno dei miti più longevi della letteratura e del cinema ponendo l’attenzione sulla grande parabola sull’amore eterno. Il regista francese costruisce un adattamento che, pur partendo dal romanzo di Bram Stoker, ne sposta il baricentro: non più solo horror gotico, ma una storia d’amore assoluta, che cerca nella redenzione e nella fede la propria conclusione.
Ambientato in una Parigi alle porte del centenario della Rivoluzione, con la Francia che confina con la Romania popolata di gargoyle e ombre barocche, il film è visivamente elegante ma diseguale. La messa in scena accurata non raggiunge la densità del Dracula di Coppola, a cui Besson è evidentemente debitore e nonostante il ritmo, le scenografie e i costumi siano impeccabili, nell’insieme manca quel senso del pericolo e quella sensualità che avevano reso l’opera del 1992 un’esperienza totalizzante.
La trama segue fedelmente la struttura classica, ma solo in apparenza: la figura di Van Helsing è qui sostituita da un prete tedesco, guida spirituale e specchio morale del protagonista. Attraverso di lui, Besson trasforma la lotta contro il male in una riflessione sulla salvezza e sul perdono. Le trovate originali — come i gargoyle che sorvegliano il Castello — introducono spunti interessanti ma finiscono per rendere il film meno coeso. Dove il romanzo e il cinema classico lavoravano sulla paura e sulla tentazione, Besson insiste sulla grazia e sul sacrificio. E sulla religione.
Il cuore del film è una storia d’amore che attraversa il tempo e la morte. Dracula non è più solo un predatore, ma un’anima in pena che insegue la sua metà perduta, convinto che l’amore sia più forte della condanna eterna. Dracula che cerca la purezza dell’amore perduto.
Tutto, nella narrazione, tende a questa idea: l’amore come redenzione, come via per ritrovare il perdono di Dio. Il finale, esplicito e spirituale, suggella questa lettura con una chiusura che commuove o spiazza, a seconda della predisposizione dello spettatore, ma che dichiara la natura più intima, spirituale e personale del progetto. Più umana.
Dracula di Luc Besson è un film ambizioso e diseguale: elegante ma meno ispirato, classico nella forma e deviante nel messaggio. Le sue “innovazioni” non sempre funzionano, ma danno alla storia un respiro differente.
Un Dracula meno gotico e più romantico, che cerca la luce più che le tenebre, anche se il viaggio perde così parte del fascino oscuro che lo aveva reso immortale.
Voto 6
DRACULA L’AMORE PERDUTO – IL TRAILER
Marco Visco





