Una Cosa Vicina:la recensione del documentario del 2025 diretto da Loris G. Nese, interpretato da Francesco Di Leva e Mario Di Leva.
Negli anni novanta, un bambino cresce circondato da profondi segreti. Gli uomini della sua famiglia, compreso il padre, muoiono troppo giovani, ma lui non è ancora in grado di capire il perché. Quando scopre che il suo cognome pesa come un marchio in città, ha l’impressione di rivedere la propria vita nei film gangster e horror che ama, specchio della violenza che gli ha cambiato la vita. È proprio attraverso il cinema che, ormai adulto, comincia a interrogarsi sul passato, a ricostruire la propria identità. Trasformare la sua storia in un film diventa l’unico modo per affrontare un’eredità ingombrante, e colmare un vuoto che lo accompagna da sempre.

UNA COSA VICINA – LA RECENSIONE
Negli anni novanta, un bambino cresce circondato da profondi segreti. Gli uomini della sua famiglia, compreso il padre, muoiono troppo giovani, ma lui non è ancora in grado di capire il perché. Quando scopre che il suo cognome pesa come un marchio in città, ha l’impressione di rivivere la propria vita nei film gangster e horror che ama, specchio della violenza che gli ha cambiato la vita. Ed è proprio attraverso il cinema che, ormai adulto, comincia a interrogarsi sul passato, a ricostruire la propria identità… Loris G. Nese, già a Venezia nel 2021 con il cortometraggio Il turno, trasforma la sua storia in un film: l’unico modo per affrontare un’eredità ingombrante, e colmare un vuoto che lo accompagna da sempre. “Questo percorso emotivo”, ha dichiarato il regista, “parte dall’innocenza dell’infanzia, che porta con sé la fascinazione per il mito, passa per l’adolescenza alimentata dall’esaltazione del male, e arriva alla necessità adulta di cercare una verità più complessa, fuori dalla retorica della cronaca e dalla narrazione dominante. Alternando materiali d’archivio, animazione, filmati famigliari e riprese documentarie, il racconto cerca di restituire i molti punti di vista che compongono una storia famigliare segnata da scelte problematiche, profonde perdite, amore e resistenza quotidiana. Il cinema diventa lo strumento per porre domande forse irrisolvibili e costruire un’immagine possibile, parziale come tutte le altre”. Il risultato è un’opera sincera, senza filtri, metaforica e poetica. La conferma degli effetti salvifici dell’arte cinematografica. Interiore.
Voto: 7
UNA COSA VICINA – IL TRAILER
Paolo Dallimonti





