Planetarium: la recensione del film del 2016 di Rebecca Zlotowski con Natalie Portman, Lily-Rose Depp, Louis Garrel, Emmanuel Salinger, Amira Casar Pierre Salvadori.

Due sorelle medium, una di sicuro, l’altra forse. Durante gli spettacoli evocano gli spiriti dei defunti, con grande sorpresa degli astanti. Si vivacchia e si arriva a fine mese lavorando nei varietà. Andre Korben, magnate in cerca di passatempo, decide di filmare gli spiriti evocati su pellicola cinematografica. Apre dunque alle due sorelle le porte del mondo del cinema, permettendo a Lily-Rose Depp di fare sedute spiritiche davanti ai raggi X, e a Natalie Portman di diventare attrice dalle discutibili qualità interpretative. Ma intanto una seria minaccia incombe su Korben stesso, la sorella più piccola accusa diversi problemi di salute e Natalie Portman abbandona gli occhiali anni ’30 per fare la piccola diva ad Hollywood.

Il film di Rebecca Zlotowski abbonda di spunti per tutto il film, dimenticandosi poi di svilupparli adeguatamente. La trama di Planetarium si perde in mille rivoli, dando pertanto allo spettatore l’impressione di stare guardando un film aleatorio e confusionario. Il film è una sequela di immagini basate più sui costumi e sulla scenografia che su una narrazione solida, con una Natalie Portman meno affettata di quanto non fosse in Jackie, ma con una Lily-Rose Depp che è l’inespressività fatta persona. Abbondano dettagli e riferimenti alla vita passata dei personaggi, fallito escamotage per tentare di dare spessore a caratteri a una dimensione. La regia è sciatta, i buchi nella sceneggiatura non si contano. Lo spettatore da parte sua sbadiglia per tutto il tempo.

PLANETARIUM – TRAILER ITALIANO

Francesca Sordini