Laguna:la recensione del film del 2025 diretto da Sharunas Bartas, con Ina Marija Bartaite, Sharunas Bartas, Una Marija Bartaite e Bryan Ordonez Ruiz.
Sulla costa pacifica del Messico, nella terra che Ina Marija scelse come dimora prima di morire prematuramente, sua sorella Una e suo padre Sharunas intraprendono un viaggio per ripercorrere i suoi passi. Là, tra la natura straordinaria e resistente delle mangrovie, in una Laguna martoriata dagli uragani che, però, ogni volta rinasce, padre e figlia iniziano ad affrontare teneramente il lutto. Sharunas Bartas, nel realizzare il film, mette a nudo le proprie emozioni in un atto di trasmissione, permettendo una ricostruzione ancorata ai cicli naturali della vita e della natura.

LAGUNA – LA RECENSIONE
Sulla costa pacifica del Messico, in quella terra che Ina Marija scelse come dimora prima di morire prematuramente, sua sorella Una e suo padre Sharunas si avventurano in un viaggio per ripercorrere i suoi passi. Là, tra la natura straordinaria e resistente delle mangrovie, in una Laguna martoriata dagli uragani che, però, ogni volta rinasce, padre e figlia iniziano ad affrontare teneramente il lutto. Il regista Sharunas Bartas, nel realizzare il film, mette a nudo le proprie emozioni in un atto di “trasmissione”, permettendo una ricostruzione ancorata ai cicli naturali della vita e della natura. Per lui, già autore di Trys dienos, KoridoriuseFew of Us, la vita, come ha ammesso egli stesso, si potrebbe dividere in due parti: la prima, quando non aveva ancora perso sua figlia Ina; la seconda, dopo la sua scomparsa. Dopo anni di riprese in Messico, questo film – una sorta di docu-fiction molto elaborata e “sentita” – è comprensibilmente molto cambiato rispetto all’idea di partenza, poiché tutto era iniziato quando Ina era ancora viva. Con l’aiuto dell’altra figlia, Una, e con il sostegno dei propri cari, Sharunas Bartas tornato a fare quello che aveva sempre realizzato nei film precedenti: mostrare alle persone i suoi sentimenti con assoluta sincerità, ritrovando così la propria strada. Catartico.
Voto: 7
Paolo Dallimonti





