Il Quieto Vivere:la recensione del film di Gianluca Matarrese con Maria Luisa Magno, Sergio Pucci, Immacolata Capalbo, Carmela Magno e Concetta Magno.

Ogni famiglia è infelice a modo suo, soprattutto quelle che si odiano perché costrette a vivere nella stessa palazzina di uno sperduto borgo calabrese, un piccolo agglomerato di abitazioni situate in cima a un colle che tutti chiamano il Cozzo. E in ogni famiglia infelice, a ben guardare, c’è sempre qualcuno più infelice degli altri, che pensa solo a come sbarazzarsi dei suoi nemici. Qualcuno come Luisa Magno, cinquantenne in guerra col mondo da sempre. Apparentemente ribelle ai valori tradizionali, Luisa si divide tra lavori precari, l’affetto per i figli e la nipotina, e le furibonde liti con la madre, il fratello e la cognata Imma, vera ossessione del suo quotidiano. Mentre le due donne si sfidano tra denunce e insulti, tre zie anziane, coro tragicomico, cercano disperatamente di riportare la pace.

Il Quieto Vivere Poster

IL QUIETO VIVERE – LA RECENSIONE

“Non c’è male peggiore di una famiglia divisa” (“Antigone”, Sofocle); “Da dieci anni una palazzina è teatro di una guerra di famiglia. Non una famiglia qualsiasi, la mia famiglia”. Con queste didascalie, scaglionate nei primi minuti del suo film, il regista introduce questa curiosissima vicenda. Siamo a Contrada Viscigliette, Calabria, popolata da 70 abitanti, tutti parenti. Scriveva Lev Tolstoj nell’incipit di “Anna Karenina”: “Tutte le famiglie felici sono uguali, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. E Luisa Magno, qui protagonista, ha una modalità del tutto personale per perseguire la propria ed altrui infelicità. Cinquantenne in guerra col mondo da sempre, apparentemente ribelle ai valori tradizionali, si divide tra lavori precari, l’affetto per i figli e la nipotina, e le furibonde liti con la madre, il fratello e la cognata Imma, vera ossessione del suo quotidiano. Sullo sfondo tre zie anziane, coro tragicomico – non a caso il film inizia in un teatro antico – che scandiscono: “Dove finisce il sangue comincia la pace, dove finisce la pace comincia il sangue”. Divertente docu-fiction sui generis, che mescola teatro e realtà, il film di Matarrese è un godibile e acuto ritratto in cui ognuno di noi, “a modo suo”, potrà rispecchiarsi. Comicamente tragico.
Giornate degli autori, Eventi Speciali, Fuori concorso.
Voto: 7 e 1/2

IL QUIETO VIVERE – UNA CLIP

Paolo Dallimonti