I magnifici 7: la recensione del film del 2016 diretto da Antoine Fuqua con Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D’Onofrio, Lee Byung-hun, Manuel Garcia-Rulfo, Martin Sensmeier, Peter Sarsgaard e Haley Bennett.

I MAGNIFICI 7 – LA TRAMA

Le linee narrative sono le medesime del film del ‘60 di John Sturges: gruppo di contadini in difficoltà, capogruppo carismatico che assolda altri sei esperti pistoleri, città difesa fino alla morte. Solo che nel ‘60 i villici da difendere erano messicani, oggi per motivi di politically correctness non si può più: meglio se la cittadina è abitata da bianchi. Sempre per il medesimo motivo il gruppo è più eterogeneo di quello originale: ci sono un nero, un asiatico, un indiano d’America, ed ha il suo posticino anche una donna, tanto per non scontentare nessuno degli spettatori.

I magnifici 7 è così appiattito su questo ideale di correttezza che risulta quasi stucchevole nel suo accostare ad ogni magnifico il suo avversario corrispondente (l’indiano che combatte con l’indiano al soldo del perfido Barth Bogue, che vuol comprare tutta la città per affari privati). Le movimentate scene d’azione e dei combattimenti riempiono il film celando la mancanza di idee veramente originali. Oltre alla trama, I magnifici sette del ‘60 presta anche qualche battuta (letterale): per il resto, la sceneggiatura del pur ottimo Nic Pizzolatto, stavolta in coppia con Richard Wenk, zoppica un po’, accostando battute buone a momenti di stanca. Un pieno di cliché sul western e forse un maldestro omaggio agli stilemi del genere. Si passano due ore senza impegno. Tra i personaggi più riusciti, Ethan Hawke, nei panni del tormentato tiratore scelto, e Vincent d’Onofrio in quelli del bestione di montagna ex cacciatore di pellirosse. Per il resto sono solo bei faccini con poco spessore. La donna su tutti, seni ben in vista e lacrime pronte all’occorrenza, è il personaggio peggiore di tutti.

I MAGNIFICI 7 – TRAILER

Francesca Sordini