La recensione di Equals di Drake Doremus con Nicholas Hoult, Kristen StewartGuy Pearce e Jacki Weaver in Concorso alla 72ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2015. La pellicola arriverà nelle sale italiane il 4 agosto distribuito da Adler Entertainment.

In un futuro non precisato, violenza, povertà e sentimenti son debellati. La popolazione viene colpita da un male chiamato, SOS, che risveglia improvvisamente le emozioni mai sopite nelle persone. Da questo male vengono colpiti anche Silas e Nia, due giovani colleghi che col passare dei giorni s’innamorano l’uno dell’altro…

EQUALS – LA TRAMA

Da sempre attento all’aspetto sentimentale dei propri lavori, Drake Doremus presenta in questi giorni alla Mostra di Venezia il suo nuovo progetto, decisamente interessante e affascinante sin dalle prime righe della trama, intitolato Equals. E il titolo in questo caso non è fuorviante perché proprio di uguaglianza ed omologazione si occupa Doremus, ispirandosi alla letteratura di Orwell, in questo ritratto sociale distopico dove, in seguito alle ennesime guerre che hanno dilaniato il mondo, viene sviluppato un contesto nel quale ogni tipo di istinto e sentimento viene soffocato e ritenuto illegale: dall’uso della violenza, al semplice contatto tra esseri umani, le persone vivono in un contesto opprimente ed asettico dove la scenografia, di un bianco assordante non solo visivamente, ti prende per il collo e ti trascina in un vortice di angoscia visiva e sonora, con rumori costanti e cadenzati ossessivamente dagli sguardi apatici degli esseri umani. Nel mondo di Equals sono le emozioni ad essere classificate come malattia, denominata SOS, il cui unico rimedio è il terribile e misterioso Covo.

Silas (Nicholas Hoult) lavora come creativo in un’azienda futuristica; la sua vita, come quella dei colleghi, è regolare ai limiti della paranoia, con uno stile di vita quotidiano impersonale, occupato solamente dalle azioni fondamentali nella vita di un uomo: lavorare, mangiare e dormire. Quasi un ritorno allo stato primordiale di una civiltà che fu, un folle modo per poter redimersi dal peccato originale eliminando ogni tipo di irrazionalità, spesso sorgente dei peccati più gravi della storia. Così facendo, tuttavia, il mondo perde imprevedibilità, perde istinto, perde i sentimenti, perde l’amore. Perde la bellezza.
Il contrasto tra la freddezza scenografica e l’amore tra Silas e Nia (Kristen Stewart) aumenta il fascino del film, nato anche dalla riscoperta dei piccoli gesti, degli sguardi intensi, della voglia di sfiorarsi, l’impulso di baciarsi o semplicemente di riscoprire il gusto della risata o il dramma liberatorio di un pianto.
Equals è un film piacevole che risente di alcune forzature narrative ma che alimenta interesse per la visionarietá corposa della maggior parte delle sequenze e per il racconto prossemico delle interazioni tra gli esseri viventi.
Con il gusto di raccontare una storia che non spicca per originalità ma, sorta di Romeo e Giulietta d’altri tempi, colpisce per la bravura complessiva di Doremus nello sviluppare un incipit intrigante, Equals racconta una relazione impossibile in un arco temporale dove la tecnologia di cui ci nutriamo non rappresenta il vero pericolo. Perché è l’uomo, in questo caso, a voler uccidere l’emozione e a fuggire dalla vita. E allora nessun amore fu più illegale di quello tra Silas e Nia.

EQUALS – TRAILER

Davide Sica