Deepwater – Inferno sull’oceano: la recensione del film diretto da Peter Berg con Mark Wahlberg, Kurt Russell, John Malkovich, Gina Rodriguez, Dylan O’Brien e Kate Hudson.

Chi al mondo non è venuto a conoscenza di uno dei disastri ambientali più catastrofici degli ultimi anni, quello che nel 2010 colpì la piattaforma trivellatrice Deepwater Horizon, situata nelle profondità dell’oceano al largo della costa della Louisiana, la cui esplosione provocò una fuoriuscita di petrolio che ha devastato le acque oceaniche per anni. Il regista Peter Berg decide di prendere questa vicenda e portarla sul grande schermo con Deepwater – Inferno sull’oceano, facendo un buon lavoro, raccontando in maniera asciutta e accurata quello che successe quel giorno sulla piattaforma, tutto dal punto di vista di Mike Williams, uno dei sopravvissuti alla catastrofe interpretato da Mark Whalberg, accompagnato da un solido cast composto da Kurt Russell, John Malkovich, Kate Hudson e Dylan O’Brien. 

La sceneggiatura ha tratto ispirazione da un importante articolo del New York Times: “Deepwater Horizon’s Final Hours”, scritto da David Barstow, David Rohde e Stephanie Saul, risultato delle interviste a 21 sopravvissuti e di testimonianze giurate e dichiarazioni scritte da parte di altri, che ha offerto il resoconto più dettagliato di quello che è realmente accaduto, minuto per minuto, sulla piattaforma.

Dopo una minima sequenza preparatoria, Berg porta subito lo spettatore al nocciolo della storia, al 20 aprile 2010 quando l’equipaggio della Deepwater Horizon si imbarca per tornare sulla piattaforma e finire il lavoro commissionato dalla BP (British Petroleum), già in ritardo di 43 giorni. Mike Williams, responsabile della supervisione dei computer e dei sistemi elettrici, torna a lavoro con Jimmy Harrell, l’installation manager della piattaforma, Andrea Fleytas e altri colleghi. Quel giorno, la Deepwater Horizon stava eseguendo delle operazioni di trivellazione nel pozzo Macondo a circa 40 miglia dalla costa della Louisiana.

I giorni di ritardo e le continue pressioni dei dirigenti della BP si rivelano un pessimo connubio, che porteranno ad errori insormontabili da parte dell’equipaggio che si ritroverà coinvolto in una terribile esplosione. Un disastro in mare aperto che tolse la vita a 11 persone, vittime dell’imprudenza e della sconsideratezza di alcuni uomini che si trovavano a bordo.
L’operazione di Peter Berg è molto apprezzabile, in quanto si rivela non solo un disaster movie, se così vogliamo etichettarlo, ma anche un film biografico, accuratamente basato sulle testimonianze dei superstiti, in particolare di Mike Williams. Una pellicola commovente, emotivamente forte che empatizza immediatamente con il pubblico che osserva terrorizzato la tragedia di fronte alla quale si è ritrovato l’intero equipaggio, un disastro che non si dimentica facilmente. Deepwater – Inferno sull’oceano non colpisce per maestosità o pathos, ma è sicuramente un documento accurato su una delle pagine più brutte della storia umana, nonché un omaggio alle vittime innocenti ricordate nel finale strappalacrime.

DEEPWATER – IL TRAILER ITALIANO

Ilaria Scognamiglio