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Pubblicato il 08/11/2017 da Francesca Sordini in , ,
 
 

The Square, umorismo baltico per il film vincitore a Cannes

The Square è un film di Ruben Östlund con Claes Bang, Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary e Christopher Læssø, presentato a Cannes 2017 e vincitore della Palma d’Oro. Il film è al cinema dal 9 novembre 2017. Qui trovi la scheda del film.

Christian è il direttore di un museo di arte contemporanea a Stoccolma. Notoriamente l’arte più difficile da promuovere, per intrinseco ermetismo delle opere e scarso sforzo d’interpretazione da parte del pubblico. Christian avverte questo contrasto più di chiunque altro: ben lontano dall’immagine del curatore spocchioso e orgoglioso delle opere d’arte che ospita, Christian è costretto ogni giorno a confrontarsi con lo scetticismo dei turisti – che essendo paganti permettono all’intero museo di sopravvivere. Lui stesso è colto alla sprovvista quando Anne, giovane giornalista americana, gli chiede cosa significhi la didascalia di una certa opera, non sa cosa rispondere, e tira fuori la prima battuta arguta del film.

Umorismo da paesi baltici: segue un’altra scena, glaciale per regia e fotografia, all’improvviso animata da una battuta pungente e sarcastica. Sotto l’aspetto formale e rigido – baltico, appunto – Ruben Östlund cela uno spirito pungente a farsi beffe del mondo dell’arte, dei suoi eccessi e della sua capricciosa incomunicabilità. Il vulcano sottinteso all’intera pellicola viene però disciplinato e filtrato affinché non compaia se non una piccola particella dell’intero magma. Lo spettatore sghignazza di fronte a trovate geniali come l’osceno video per promuovere la nuova esposizione del museo, intitolata appunto The Square, o all’addetto delle pulizie che porta via cumuli di sassi, invece parte di un’istallazione.

Il risultato è una pellicola a tratti sinceramente divertente, ma troppo lunga perché diventi davvero godibile. Lo spettatore ride al momento giusto, ovvero quando la scrittura si fa sentire e dimostra un’intelligenza non comune per lo sguardo sincero con cui approccia la materia ritenuta più sacra dagli eletti panorama artistico: l’arte contemporanea. Per il resto, non viene trascinato dalla trama – a tratti oscura – e dalle stramberie, a volte troppo fuori dagli schemi, come l’intermezzo dell’uomo bestia, della pellicola pur vincitrice a Cannes 2017.

Francesca Sordini


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Francesca Sordini

 
Da piccola ho voluto fare, nell'ordine, la cavallerizza, la pittrice e la ballerina. Tutti mestieri sottopagati, esattamente come lo è fare il giornalista. Mestiere che non mi piaceva, mentre a mia nonna sì. Andò a finire che nonna ci aveva visto più lungo di tutti.